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venerdì 14 Giugno 2024
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La rinascita dello Yemen passa attraverso il rilancio del settore del caffè

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MILANO – Potrebbe partire dal caffè il riscatto dello Yemen, paese poverissimo devastato dalla guerra civile. E ridare slancio al porto di Mokha, un tempo centro nevralgico di partenza di tutto il commercio mondiale di questo prodotto. Di questo e altro parla un articolo a firma di Laura Silvia Battaglia pubblicato su Rsi News, di cui riprendiamo i passaggi più significativi.

A cominciare dal passaggio in cui si parla dello storico quartiere di Krater, ad Aden, nel sud del paese.

Oggi a Krater, a causa della guerra che non dà tregua allo Yemen da cinque anni, i prezzi dei cibi sono inarrivabili. E soprattutto di alcuni prodotti naturali in Yemen che sono ormai diventati beni di lusso.

Proprio il caffè è tra questi

Sia perché la qualità arabica di caffè è tra le migliori al mondo, sia perché i costi di raccolta e produzione sono diventati molto elevati. Ma nonostante le difficoltà, forse l’economia yemenita può ripartire dal caffè e da quel porto – Mokha – che durante il protettorato britannico in Yemen era il luogo da cui partivano tonnellate di caffè destinate al commercio mondiale.

Scommettere sul caffè per far ripartire lo Yemen

Alcuni businessmen nati in Yemen, ma stabilitisi da anni all’estero, vorrebbero ritornare a quell’epoca d’oro e per questo hanno deciso di scommettere su questo bene per fare ripartire l’economia e incidere sulle comunità locali.

Così Hussein Ahmad, Faris al Shaibani e il più famoso Mokhtar Alkhansali, diventato anche il protagonista del romanzo di Dave Eggers, “Il monaco di Mokha”, sono diventati i fautori di una piccola rivoluzione e hanno acceso più di una speranza tra i coltivatori di caffè e tra tutti gli yemeniti.

Laura Silvia Battaglia

FONTErsi.ch/
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