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C’era una volta adesso la moka di Gramellini è da leggere

Riuscire a trarre un insegnamento da un'esperienza traumatica che è ancora in corso è una missione impossibile...o quasi. Per far un tentativo c'è innanzitutto bisogno di mettere un po' di distanza, magari calandosi nel punto di vista più lontano dal nostro: se da adulti la prima ondata della pandemia ancora è troppo vicina, perché allora non provare a calarci nei panni di un bambino?

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La copertina del libro

MILANO – Sono tanti i lettori che già conoscono la penna di Massimo Gramellini, se non altro per il suo impegno quotidiano nella rubrica per il Corriere della Sera che raccoglie parole in una tazzina ogni giorno. Il 3 dicembre è uscito per il piacere del pubblico il suo ultimo sforzo letterario per Longanesi, “C’era una volta adesso”, di cui adesso discuteremo, magari incuriosendo chi è in caccia di una lettura natalizia.

C’era una volta adesso: tuffiamoci in queste pagine

Riuscire a trarre un insegnamento da un’esperienza traumatica che è ancora in corso è una missione impossibile… o quasi. Per far un tentativo c’è innanzitutto bisogno di mettere un po’ di distanza, magari calandosi nel punto di vista più lontano dal nostro: se da adulti la prima ondata della pandemia ancora è troppo vicina, perché allora non provare a calarci nei panni di un bambino?

Questo piccolo eroe è fatto di carta e si chiama Mattia: sono suoi gli occhi attraverso cui Massimo Gramellini ha trasportato i lettori in mezzo ai giorni più duri dell’inizio di un’avventura che non vede – ahimè – oggi un finale chiuso.

Entriamo dentro la casa di una famiglia dei giorni nostri

Niente Mulino Bianco, ma genitori separati, famiglie allargate, grandi assenze, amici immaginari a colmare il vuoto, la dittatura dei social. Mattia ha nove anni ma ha già capito un bel po’ di cose, anche troppe. E proprio mentre stiamo assaporando questo assaggio di triste normalità, arriva il Covid.

Tutto deve cambiare perché niente cambi. Gramellini si sbizzarrisce in C’era una volta adesso, mettendo in campo nonne esperte di Divina Commedia, amori adolescenziali nati e morti sulle chat, e così stravolge la vita di Mattia, che vede arrivare un agente estraneo, non il Covid, che nessuna mascherina può tenere fuori casa: la figura paterna.

Piano piano gli anticorpi da figlio abbandonato cedono all’invasione che poi però si rivela esser un vaccino: parte dalla malattia e si conclude con il diventare più forti. E qui comincia la magia: la moka piccola scompare per esser sostituita da una caffettiera gialla formato famiglia per riunire tutti attorno a un rito casalingo che è uno dei pochi ristori rimasti dentro le mura domestiche.

Si cresce a colpi di tamponi, di gesti solidali a distanza di scale condominiali, promesse tradite e altre mantenute. L’amore, fortunatamente, sembra esser contagioso più del virus, perché sopravvive dentro gli organismi umani nonostante le misure di sicurezza.

Mattia vede, vive, racconta tutto dall’alto della sua piccola statura e lascia al lettore le conclusioni: siamo davvero cambiati? Andrà tutto bene? Forse, affacciandosi dal bancone di casa, il cielo potrà alleviare il suono delle sirene per strada.

Intanto che cercate la risposta, una cosa è chiara: anche con le distanze, siamo tutti interconnessi.

C’era una volta adesso… aspetta di esser letto

Per scoprire questa esperienza collettiva in modo nuovo, potete acquistare online e in libreria questo testo, e accompagnare Mattia nei giorni della pandemia, magari imparando qualcosa di nuovo.

Massimo Gramellini

C’era una volta adesso, Longanesi editore

16.90 euro