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La lettera: “Cari signori, vi spiego perché il caffè a 1 € non copre neanche le spese”

tazzine d'oro 2013
Un tempo il prezzo della tazzina era pari a quello di un quotidiano

MILANO — Riceviamo da un lettore e volentieri pubblichiamo una lettera che è un vero e proprio grido di dolore, a fronte di una situazione che si fa sempre più insostenibile nel comparto dei pubblici esercizi. Ne è autore il Signor Fabio Mazzoleni, titolare della Pasticceria Visconti di Turate (Como), che denuncia le difficoltà di gestione che gli esercenti incontrano quotidianamente nel cercare di far tornare i conti vendendo il caffè al banco ai prezzi attuali.

E lamenta quella che è – a suo giudizio – l’insufficiente attenzione delle associazioni di categoria rispetto alla gravità del problema.

Ma ecco il testo della lettera:

Miei cari amministratori, ho più volte scritto alla mia sezione di Confesercenti a Como facendo notare che il prezzo del caffè liberalizzato al banco fermo a 1 euro o per chi ha il coraggio a 1,10 è troppo basso. E non permette, al giorno d’oggi, di coprire tutte le spese che un locale ha.

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In periferia delle grandi città non è possibile aumentare la consumazione ai tavoli in quanto la concorrenza – oramai tutta cinese – la fa da padrone. Possibile che nessuno – e dico nessuno – stia sollevando la questione che i nostri pubblici esercizi stanno vendendo tutti ai cinesi, perché non ci stanno più dentro coi costi.

Vi ricordo che il prezzo del caffè – quando non era liberalizzato – era pari a quello di un quotidiano. I margini consentivano di mantenere dipendenti e tutto il resto. Ora è di ben 40 centesimi inferiore. Con stima e ammirazione per il Vostro operato.

Fabio Mazzoleni operatore nel settore da 30 anni