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INDIA – Produttori del Karnataka contestano le cifre governative

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Il logo del Coffee Board indiano

MILANO – I produttori indiani contestano le cifre del Coffee Board relative all’annata 2014/15. Secondo la stima post-fioritura dell’organismo para governativo, la produzione raggiungerà le 344.750 tonn (5.745.833 sacchi), con un incremento del 13% sul 2013/14.

Ma l’Associazione dei piantatori del Karnataka (KPA), lo stato dal quale proviene il 70% circa della produzione indiana, reputa la previsione eccessivamente ottimistica.
KPA è sostanzialmente d’accordo con il Coffee Board per quanto riguarda la produzione di robusta, stimata in circa 239 mila tonn – sostiene il presidente dell’associazione Govindappa Jayaram – ma dubitiamo che il raccolto di arabica possa attestarsi a 105.500 tonn: riteniamo che esso raggiungerà al massimo le 60 mila tonn.

A motivare il pessimismo dei produttori, il diffondersi crescente del verme del fusto (Xylotrechus quadripes), i cui attacchi sono risultati talmente violenti da indurre molti coltivatori a sradicare gli arbusti di arabica per arrestare il suo ulteriore proliferare.

La diffusione è stata favorita dal clima molto secco prevalso a partire dallo scorso ottobre e dalle elevate temperature (sino a 38 gradi centigradi) registrate ad aprile e maggio. La ritardata fioritura ha reso le piante ancora più vulnerabili.

“L’incidenza è stata forte nelle piantagioni di Chikkamagalur, Hassan and Kodagu (le tre principali aree produttive dello stato)” ha dichiarato ancora Jayaram.

Ma KPA lamenta anche le basse rese per ettaro delle piantagioni indiane: appena 580 kg per gli arabica e 1.011 kg per i robusta, per un dato medio su scala nazionale di 809 kg.

“Dobbiamo assolutamente accrescere i nostri livelli di produttività, se vogliamo rimanere competitivi” ha concluso lo stesso Jayaram.