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INCAPTO: arriva in Italia la startup dello specialty sostenibile, risparmiate 5.264.421 capsule e trasformato 300 kg di fondi in 212 kg di funghi

A credere nel potenziale della startup sono stati anche diversi investitori, di cui il principale è l’italiano P101, che ha iniettato 6 milioni di euro attraverso i fondi Programma 103 e Azimut ELTIF Venture Capital P103, Lead Investor di un’operazione che ha visto anche la partecipazione dei già soci JME Ventures, Atresmedia e il fondo portoghese Bynd. Entra in società con quest’ultimo round anche il family office della famiglia Drago - gruppo De Agostini.

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BARCELLONA (Spagna) – Un caffè sostenibile ed equo solidale, che riduce la produzione di scarti derivanti dalle capsule e garantisce la qualità della filiera, grazie al rapporto diretto con i coltivatori in tutto il mondo. Questo il progetto di INCAPTO, la startup spagnola, ora operativa anche in Italia, che promuove il consumo di specialty coffee in grani, nata in piena pandemia a Barcellona con lo scopo di proporre un’alternativa alle capsule.

Il progetto INCAPTO

“Abbiamo fatto di un approccio improntato all’etica e alla sostenibilità la nostra bandiera, in un mercato dove il 44% dei piccoli produttori di caffè vive in situazioni di povertà estrema[1]. Combinando un commercio equo e solidale a processi agricoli responsabili, lavoriamo per introdurre un nuovo standard di consumo del caffè, arginando le conseguenze del cambiamento climatico e rispettando la biodiversità che circonda le aree di coltivazione”, spiega Joaquim Mach, co-founder di INCAPTO.

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INCAPTO nasce infatti dal fortunato incontro tra Francesc Font e Joaquim Mach, co-fondatori della startup, e Beatriz Mesas, assaggiatrice professionista di caffè e anche lei co-fondatrice, quando i primi due avvertono l’esigenza di creare un’attività di vendita online per acquisti ricorrenti e sostenibili, trovando nel caffè un prodotto potenzialmente ideale, il cui consumo si traduce però in un serio impatto sul pianeta.

Per esempio, ogni anno vengono prodotte nel mondo 60 miliardi di capsule di caffè e l’80% di esse finisce in discariche o inceneritori[2].

Questi dati rendono ancora più urgente il passaggio a soluzioni sostenibili sia da un punto di vista ambientale che umano, se si considera che il 91% della popolazione beve almeno una tazza al giorno in Italia, il 7° paese al mondo per consumo, con oltre 5 milioni di sacchi ogni anno[3].

Il tutto in un mercato globale che conta 9.5 miliardi di kg di caffè prodotti annualmente, destinati a triplicare entro il 2050.

Grazie a un modello di business basato sulla sottoscrizione di abbonamenti a speciality coffee, sia per aziende che per privati, INCAPTO ha raggiunto 20.000 clienti in poco più di 3 anni e più di 2000 imprese collegate alla piattaforma, chiudendo il 2023 con un fatturato pari a 7.000.000 che prevede di raddoppiare nel 2024. INCAPTO consente anche di acquistare macchine da caffè superautomatiche per gustare il prodotto appena macinato, velocemente e senza generare nessun rifiuto superfluo.

A credere nel potenziale di INCAPTO sono stati anche diversi investitori, di cui il principale è l’italiano P101, che ha iniettato 6 milioni di euro attraverso i fondi Programma 103 e Azimut ELTIF Venture Capital P103, Lead Investor di un’operazione che ha visto anche la partecipazione dei già soci JME Ventures, Atresmedia e il fondo portoghese Bynd. Entra in società con quest’ultimo round anche il family office della famiglia Drago – gruppo De Agostini.

“Questa iniezione di capitale è per noi anche una grande iniezione di fiducia, in un momento così importante come l’ingresso nel mercato italiano, dove il caffè è molto più che una bevanda: è un’istituzione, un motivo di orgoglio nazionale. Siamo convinti che il cambiamento vada messo in pratica da subito, ciascuno nel suo quotidiano, e dalla nostra ci impegnamo ogni giorno per garantire un caffè buono per il pianeta, per i consumatori e per i coltivatori”, chiude Francesc Font, co-fondatore di INCAPTO.

[1] INCAPTO

[2]INCAPTO

[3] Consorzio Promozione Caffè

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