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Belgio, scoppia la guerra dei prezzi del caffè nella GDO che potrebbe avere implicazioni anche in Italia

Belgio
Un supermercato della catena belga Colruyt

MILANO – In Belgio è scoppiata, a inizio anno, la guerra del caffè. I due contendenti sono il colosso mondiale della torrefazione Jde, da una parte, e il gigante locale della grande distribuzione Colruyt dall’altra. Oggetto del contendere, le condizioni dei contratti di fornitura, che vengono rinegoziate all’inizio di ogni anno. Jde – anche a fronte dei maggiori costi di materia prima – vorrebbe ritoccare i listini al rialzo.

Colruyt auspica invece una riduzione dei prezzi rispetto all’anno precedente.

Quest’anno, le trattative sono andate per le lunghe e il conseguente braccio di ferro tra le parti ha portato, a partire da gennaio, alla graduale scomparsa dall’assortimento dei supermercati Colruyt e dei minimarket Okay delle referenze a marchio Douwe Egberts, Jacqmotte e Senseo.

Negli scaffali vuoti, al posto delle confezioni, dei cartelli in cui la direzione si scusava con i consumatori per la temporanea indisponibilità dei prodotti.

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