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Ima, bilancio semestrale: il Covid sull’utile, dimezzato a 14,8 milioni, Alberto Vacchi spiega

Il Gruppo Ima chiude il primo semestre 2020 con risultati in flessione determinati dall’impatto economico-finanziario dell’emergenza Covid-19. L’indebitamento finanziario netto del Gruppo al 30 giugno 2020 è risultato pari a 665,3 milioni di euro rispetto ai 423,5 milioni al 30 giugno 2019. Tale dato risulta in aumento per effetto delle acquisizioni compiute nel periodo di riferimento

Alberto Vacchi Coffee Hub Ima
Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato Gruppo Ima

MILANO – Il peso che sta avendo ancora oggi sull’economia italiana si traduce facilmente in numeri: i semestrali delle aziende del made in Italy sono la testimonianza di un andamento negativo, che purtroppo rappresenta un momento critico per tutto il Paese. Leggiamo ad esempio il bilancio diffuso dal Gruppo Ima, con il commento del presidente Alberto Vacchi, dal sito industriaitaliana.it.

Ima, dati semestrale

«I risultati del primo semestre riflettono l’impatto economico-finanziario generato dall’emergenza Covid-19. Stimiamo che tale impatto sarà progressivamente compensato nel secondo semestre, sia per la natura non ciclica del prodotto offerto e per la nota flessibilità produttiva, sia per i settori in cui opera il Gruppo (alimentare e farmaceutico)».

È con queste parole che Alberto Vacchi, presidente e ad di Ima, commenta i risultati semestrali dell’azienda, sui cui il Covid pesa come un macigno, approvati dal Cda

Il Gruppo ha chiuso il primo semestre 2020 con ricavi consolidati pari a 636,4 milioni di euro rispetto ai 694,1 milioni al 30 giugno 2019. Il margine operativo lordo (Ebitda) ante oneri non ricorrenti è risultato pari a 78,2 milioni di euro (92,3 milioni lo stesso periodo dello scorso anno), il margine operativo lordo (Ebitda) a 76,5 milioni di euro (90,1 milioni al 30 giugno 2019) e l’utile operativo (Ebit) a 29,9 milioni di euro (55,8 milioni lo stesso periodo dello scorso anno). L’utile prima delle imposte è risultato pari a 21,3 milioni di euro (46,5 milioni al 30 giugno 2019) e l’utile del periodo a 14,8 milioni (32,4 milioni al 30 giugno 2019).

«Il forte impegno nella digitalizzazione (Ima Digital) – prosegue Vacchi – ci ha consentito di potenziare e rendere accessibile l’intera gamma di prodotti digitali creati dal Gruppo per rispondere alle esigenze dei nostri clienti in tutto il mondo, facilitando le operazioni in remoto».

Il portafoglio ordini consolidato ha raggiunto 914,7 milioni di euro rispetto ai 985,5 milioni al 30 giugno 2019

Nel primo semestre 2020 gli ordini acquisiti ammontano a 642 milioni, in diminuzione dell’11,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Il Gruppo Ima chiude il primo semestre 2020 con risultati in flessione determinati dall’impatto economico-finanziario dell’emergenza Covid-19. L’indebitamento finanziario netto del Gruppo al 30 giugno 2020 è risultato pari a 665,3 milioni di euro rispetto ai 423,5 milioni al 30 giugno 2019. Tale dato risulta in aumento per effetto delle acquisizioni compiute nel periodo di riferimento.

Sulla base delle attuali condizioni e del corrente portafoglio, si conferma la previsione per l’esercizio 2020 annunciata il 12 maggio 2020. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il Consiglio di amministrazione ritiene che il Gruppo possa raggiungere un risultato non significativamente inferiore rispetto all’esercizio precedente che possiamo quantificare in una riduzione in termini di Ebitda non superiore al 10%.

Vacchi ha ricordato anche l’accordo con Bc Partners, avvenuto pochi giorni fa, «per un investimento in Sofima per iniziare una fase di sviluppo del Gruppo basata sull’innovazione e sono personalmente molto soddisfatto di poter lavorare insieme ad un gruppo di grande esperienza industriale con l’obiettivo di accelerare l’espansione globale di Ima in settori strategici».