sabato 25 Giugno 2022

Ecco l’illy Art Collection per la Biennale Arte 2022

Cecilia Alemani, curatrice della Biennale Arte 2022: "Mi piace pensare che chi terrà in mano queste tazzine sentirà l’artista come un compagno di un viaggio immaginario, sviluppando giorno dopo giorno una relazione intima e personalissima con ognuna di queste menti visionarie.”

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VENEZIA – illycaffè presenta la nuova illy Art Collection dedicata a Biennale Arte 2022 e ispirata al tema della cinquantanovesima esposizione internazionale d’arte, Il latte dei sogni. A firmare questa nuova collezione sono 6 artisti profondamente diversi per stile e origine geografica scelti da Cecilia Alemani, curatrice di questa edizione della Biennale Arte.

La nuova illy Art Collection

Si tratta dell’appena insignita del Leone d’Oro alla carriera Cecilia Vicuña, di Felipe Baeza, Giulia Cenci, Precious Okoyomon, Alexandra Pirici e Aki Sasamoto. Infondendo in ciascuna tazzina l’estro della propria arte, i 6 artisti danno vita a una collezione unica che riunisce in sé approcci diversi, dalla scultura alla pittura, passando per la poesia, la fotografia e la coreografia.

La illy Art Collection prende spunto dal tema di Biennale Arte 2022 Il latte dei sogni, che si ispira al titolo del libro di Leonora Carrington, in cui la scrittrice e pittrice britannica descrive un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi e diventare altro da sé.

“Pur basandosi su una forma così iconica come quella della tazzina illy, ciascun artista ha saputo trasformare questo piccolo oggetto quotidiano in una finestra sul proprio immaginario.”

“Mi piace pensare che chi terrà in mano queste tazzine sentirà l’artista come un compagno di un viaggio immaginario, sviluppando giorno dopo giorno una relazione intima e personalissima con ognuna di queste menti visionarie,” spiega Cecilia Alemani, curatrice della Biennale Arte 2022.

La nuova collezione dedicata alla cinquantanovesima esposizione internazionale d’arte segna anche un importante traguardo: le iconiche tazzine, che hanno trasformato un oggetto quotidiano in una tela bianca sulla quale, negli anni, si sono cimentati grandi artisti di fama internazionale, compiono 30 anni.

Il legame di illycaffè con l’arte

Per celebrare l’evento, in occasione di Biennale Arte 2022, dal 20 aprile al 30 giugno ai Giardini Reali di Venezia sarà possibile vedere la mostra che ripercorre le tappe salienti dei 30 anni delle illy Art Collection.

Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè: “Questa illy Art Collection interpreta al meglio il legame di illycaffè con il mondo dell’arte, perché è riuscita a racchiudere in una tazzina l’espressione artistica di sei maestri e la più importante manifestazione d’arte contemporanea al mondo.”

“Il connubio dell’azienda con l’arte contemporanea è nato trent’anni fa dalla volontà di rendere concreta l’idea della bellezza di illycaffè, per la quale chi assapora un espresso illy associa nel medesimo gesto l’aroma del blend unico e l’esperienza, visiva e tattile, della tazzina”.

Felipe Baeza per illy

1987, Guanajuato, Messico. Vive a New York City, USA.

Combina collage, materiali vari (come spago e paillettes), tempera all’uovo e incisione, realizza opere bidimensionali fortemente materiche. I sogni di altri pianeti, di un’altra vita, prendono forma attraverso corpi, spesso metà umani e metà vegetali, ritratti in uno stato di trasformazione.

Da teste umane prorompe un ricco fogliame, che si impossessa di tronco e arti e si fa eroticamente strada dentro e fuori bocche bramose. Quello di Baeza è un linguaggio passionale, reso più intenso dall’utilizzo di una gamma cromatica tra viola, indaco, nero, rosso sangue e ciliegia.

Per questa tazza, Felipe Baeza fa riferimento al suo lavoro Después de todo, solo estamos aquí una vez (2021) che è parte di una serie iniziata nel 2018, i cui primi lavori visualizzano un corpo ibrido – l’immigrato, l’interrazziale e il queer – che è costretto a occupare e ad adattarsi a molteplici spazi e forme e lo fa in modo innovativo e organico.

Queste opere sono state ispirate dalla leggenda di Drexciya, spronandoci a riflettere sulle molte vite che si sono spente a causa della migrazione forzata, immaginando questi stessi individui che ancora prosperano attraverso forme diverse.

Cercano inoltre di dare una risposta a domande con cui l’artista si confronta, ad esempio, “Troveremo mai una casa in questo luogo o saremo sempre alla deriva dalle uniche case che abbiamo conosciuto?”

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La tazza di Felipe Baeza (foto concessa da illy)

Giulia Cenci

1988, Cortona. Vive a Cortona, Italia e Amsterdam, Paesi Bassi.

Utilizzando oggetti quotidiani di recupero ed elementi modellati per comporre sculture e installazioni immersive, Giulia Cenci rende ibrido il naturale e il sintetico per esplorare i temi della tecnologia e della natura.

Nel creare oggetti complessi attraverso processi di trasformazione, frammentazione e ibridizzazione, Cenci genera un impulso verso la disgregazione e la disintegrazione delle distinzioni gerarchiche tra macchine, animali, piante, batteri ed esseri umani.

Per rievocare l’origine di un bene così quotidiano come il caffè, per la sua tazza Giulia Cenci utilizza immagini poetiche legate alla campagna, capaci di suggerire sia l’idea di coltivazione che quella di un ciclo che termina per iniziarne un altro. Fotografie tendenti all’astratto di terra infuocata, brulicante, mista a cenere e fumo.

La documentazione della conseguenza di un’azione che ha spesso luogo sulla superficie dei campi, per portare la terra alla rigenerazione, per pulirla da un cambio di coltivazione o dalle sterpaglie.

Lavorando attraverso alcune fotografie sulla superficie del piatto, nasce uno scatto capace di suggerire movimento e dinamismo; gli smalti scuri e lievemente specchianti sulla tazza portano un riverbero dell’immagine sottostante.

La foto di Giulia Cenci (foto concessa da illy)

Precious Okoyomon

1993, Londra, UK. Vive a New York City, USA.

Precious Okoyomon – che pratica poesia, arte e cucina – realizza topografie scultoree composte di materiali vivi, in crescita, in decomposizione e morenti, tra cui terra, rocce, acqua, fiori selvatici, lumache e piante rampicanti.

Il processo di trasformazione è messo in atto grazie a paesaggi in continuo mutamento ed è rappresentato anche attraverso le complesse risonanze culturali intrinseche negli elementi presi in prestito dalla natura, ambito che per Okoyomon è in sé imprescindibile dall’impronta storica della colonizzazione e della schiavitù.

Le enormi creature angeliche a forma di fiore che si muovono tra le nuvole sulla tazza di Precious Okoyomon guardano in alto con i loro grandi occhi da cartone animato, esplodendo in fiamme, davanti a chi guarda la tazza prima di bere un sorso di caffè.

Un verso della poesia dell’artista è sospeso nel cielo disegnato, ogni parola sollevata delicatamente dal vento: l’invocazione si rivolge direttamente al bevitore.

Nella scritta fatta a mano dall’artista si legge “al culmine dell’ascesa / scoppio in una nuvola / il succo scorre giù / nella tua bocca”. La tazza celebra l’essenza miracolosa dei rituali quotidiani e del mondo naturale che ci circonda.

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La tazza di Precious Okoyomon (foto concessa da illycaffè)

Alexandra Pirici

1982, Bucarest. Vive a Bucarest, Romania.

Alexandra Pirici è un’artista e coreografa rumena, nota per mettere in scena azioni pubbliche, gesti e sculture che spingono a rivalutare le narrazioni della storia e dello spazio urbano, della natura e dell’immaginario digitale, immediatamente percepibili o meno.

Con questa tazza, Alexandra Pirici ci invita a ricordare l’origine comune di tutti gli esseri viventi attraverso il segno di una pianta-uomo ibrida in cui una serie di impronte digitali si trasformano in foglie e viceversa, disposte lungo un unico stelo.

Sebbene siano elementi visivi, queste tracce di corpi – immaginari fossili umano-vegetativi di un passato immaginario o di un possibile futuro – evocano anche una sensazione tattile. Quando la tazza viene utilizzata, il tocco reale della mano che la sorregge si sovrappone, in una giocosa stratificazione, alle foglie-impronte sottostanti.

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La tazza di Alexandra Pirici (foto concessa da illy)

Aki Sasamoto per illy Art

1980, Kanagawa, Giappone. Vive a New York City, USA.

Impiegando scultura, suono, video e disegno, l’approccio “performance/installazione” di Aki Sasamoto mette in discussione le sfumature della vita quotidiana, soffermandosi su argomenti quali le voglie improvvise, il bucato, la spazzatura, la pulizia e l’amore all’interno di scenari surreali, con impassibile umorismo e in una logica da flusso di coscienza.

Lottando con il rapporto tra caos e controllo, l’arte di Sasamoto condivide il processo e l’interesse con movimenti artistici come Neo-Dada e Gutai, ma attraverso modalità del tutto personali.

Aki Sasamoto una volta ha scavato una buca profonda 7 piedi in un pavimento di cemento, attraversando in profondità il terreno vicino all’Oceano Indiano.

Saltando su un trampolino fatto in casa, posizionato nella buca, il suo corpo scompariva e riappariva, attraversando l’orizzonte che separa i vivi dai morti. Mentre saltava, ripeteva: “Le persone con un’elevata elasticità si perdono nella vita.

Le persone con bassa elasticità si annoiano nella vita. Quanto sei elastico?” Mentre si versa e si sorseggia un espresso dentro e fuori da questa tazzina, l’artista si chiede: “Quanto sarai avventuroso oggi?”

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La tazza di Aki Sasamoto (foto concessa da illy)

Cecilia Vicuña

1948, Santiago, Cile. Vive a New York City, USA.

Sin dall’adolescenza trascorsa a Santiago, in Cile, Cecilia Vicuña si dedica a una pratica estetica e letteraria eclettica, tra performance, poesie, disegni, film, dipinti e sculture, con opere impregnate di interrogativi su corpo, ecologia, genere e cultura, nonché sulle colpe del sessismo e del colonialismo.

Esule in seguito al violento colpo di stato militare contro Salvador Allende, Vicuña lavora a Londra, in Colombia e a New York, creando opere che si contraddistinguono per il chiaro senso di caducità, spesso espresso attraverso lavori astratti ed effimeri realizzati con materiali di recupero.

Per questa tazza Cecilia Vicuña utilizza un particolare di A fragment of Janis Joe (Janis Joplin and Joe Cocker), un suo dipinto a olio realizzato nel 1971. Nell’immagine l’artista vola completamente nuda verso il suo tavolo della poesia, elevata dalle stesse poesie che stanno per essere composte.

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La tazza di Cecilia Vicuña (foto concessa da illy)

Dal 19 al 28 aprile la collezione sarà disponibile in anteprima esclusiva per l’Italia nel canale e-shop per i clienti loyalty, nei punti vendita monomarca (illy Caffè e illy Shop) e nello shop di Biennale Arte 2022, nei diversi formati:

6 tazze espresso € 136,00

6 tazze cappuccino € 166,00

2 tazze espresso € 51,00

2 tazze cappuccino € 61,00

Dal 29 aprile la collezione sarà disponibile in tutti i negozi.

La scheda sintetica dell’azienda

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica, combinando 9 delle migliori qualità al mondo secondo illycaffè.

Ogni giorno vengono gustate 8 milioni di tazzine di caffè illy in oltre 140 Paesi, nei bar, ristoranti e alberghi, nei caffè e negozi monomarca, a casa. Grazie alle sue innovazioni, contribuisce all’avanzamento tecnologico nel mondo del caffè.

Con la creazione in Brasile, nel 1991, del “Premio Ernesto Illy de qualidade sustentavel do cafè para espresso”, illy ha contribuito alla condivisione del know-how e al riconoscimento ai produttori di un premium price per la migliore qualità secondo illycaffè.

Dal 2016 attraverso il premio Ernesto Illy international coffee award l’azienda celebra i coltivatori di caffè al mondo che secondo illy hanno prodotto il miglior lotto di caffè sostenibile.

Dal 2013, l’azienda è regolarmente inserita nella lista delle World most ethical companies. Nel 2019 illy ha rafforzato il proprio impegno a perseguire un modello di business sostenibile, che integra gli interessi delle persone e dell’ambiente, adottando lo status di Società Benefit e inserendo questo impegno all’interno del proprio statuto.

Nel 2021 illy è stata la prima azienda italiana del caffè ad avere ottenuto la certificazione internazionale B Corp grazie al suo impegno a rispettare i più alti standard di performance sociale e ambientale.

Il legame tra illy e la cultura

Con l’obiettivo di diffonderne la cultura a tutti i livelli, offrire una preparazione completa e pratica a coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha fondato la sua Università del caffè.

Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, valori fondanti del marchio a cominciare dal logo, disegnato dall’artista James Rosenquist, fino alle tazzine che compongono la illy Art collection, decorate da oltre 100 artisti internazionali.

Nel 2020 l’azienda ha impiegato 1291 persone e ha un fatturato consolidato pari a €446,5 milioni. Gli store e i negozi monomarca illy nel mondo sono circa 261 in più di 40 Paesi. Nel 2021 Rhone Capital è entrato nel capitale di illycaffè con una quota di minoranza per accompagnare l’azienda nella sua crescita internazionale.

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