mercoledì 17 Agosto 2022

Come cambia il caffè per la temperatura di estrazione

Come marker di qualità sono stati presi i solidi disciolti totali (Tds), l’acidità titolabile (Ta), la caffeina, la trigonellina e gli acidi 4 e 5-caffeilchinici, tutti rilevati tramite metodi strumentali, non esclusa la gascromatografia abbinata a spettrometro di massa (GC-MS).

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Veronica Volpi parla dei particolari dell’estrazione a caldo e a freddo del caffè sul profilo sensoriale e sulle proprietà fisiche e chimiche della bevanda, prendendo come riferimento lo studio dell’Università di Bogotá. Riportiamo di seguito le conclusioni tra le differenze delle estrazioni del caffè pubblicato sul sito Coffee Tasters.

L’estrazione del caffè

MILANO – Già in un libro del 1835 si tratta con dovizia di particolari dell’estrazione a caldo o a freddo, ma, si sa, i ricercatori tornano di frequente su determinati temi, vuoi perché migliorano i sistemi di analisi, vuoi perché magari di storia ne sanno poco.

Così l’Università di Bogotá ha analizzato l’effetto dell’infusione a caldo e a freddo sul profilo sensoriale e sulle caratteristiche fisico-chimiche della bevanda, come si evince da uno studio pubblicato a giugno del 2021 dal LWT.

Come marker di qualità sono stati presi in considerazione i solidi disciolti totali (Tds), l’acidità titolabile (Ta), la caffeina, la trigonellina e gli acidi 4 e 5-caffeilchinici, tutti rilevati tramite metodi strumentali, non esclusa la gascromatografia abbinata a spettrometro di massa (GC-MS). L’analisi strumentale è stata quindi correlata all’analisi sensoriale.

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