lunedì 27 Settembre 2021

Scrive Luigi Odello, presidente dell’Iiac: «Ecco perché l’Espresso Italiano è equilibrato»

L'Istituto: ""Lo scorso anno le commissioni dell’Istituto internazionale assaggiatori caffè (che vanta oltre 12.000 allievi in 40 paesi del mondo) hanno valutato 367 caffè provenienti da 13 paesi secondo le regole scientifiche dell’analisi sensoriale. Caffè buoni anche dall’estero? Sicuramente sì, ma di certo le miscele italiane hanno avuto un piazzamento altissimo. E noi non parliamo per sentito dire."

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MILANO – Dal sito dell’Istituto internazionale assaggiatori caffè (Iiac), arriva la prima replica a firma di Luigi Odello, che dell’Istituto è il presidente, e che prende le distanze dall’articolo scritto dal giornalista Massimiliano Tonelli, che ha dato un duro giudizio al caffè italiano (dal gusto dei consumatori, alla tradizione della tostatura made in Italy). Un testo piuttosto polemico, che ha raccolto anche alcune delle voci più autorevoli del settore: adesso è il momento di dare la possibilità ad altri di esprimere un’opinione opposta e contraria.

Iiac: “Si è registrata un po’ di indignazione per l’articolo di Massimiliano Tonelli pubblicato su La Repubblica”

“A cominciare dal titolo, per poi passare all’occhiello e infine al testo. In genere non interveniamo in questi casi, a maggior ragione se annoverati tra gli assenti che quindi possono passare per invidiosi. Non interveniamo perché non si fa altro che dare importanza a chi vuole cavalcare una tigre raccogliendo quanto di peggio si può dire su qualcosa. E nel caso specifico l’articolista ha avuto l’appoggio di molti guru pronti a criticare. Con la critica è facile mettersi in mostra, con proposte costruttive molto meno, anche perché occorre essere davvero preparati.

Questa volta interveniamo perché l’Espresso Italiano (le iniziali maiuscole sono d’obbligo per noi) ha una storia bellissima

Scritta da stuoli di mastri torrefattori e costruttori di attrezzature, una storia fatta di sacrifici e di genialità, tanto da fare diventare la nostra tazzina un ambasciatore in tutto il mondo. Noi – che con loro ci abbiamo parlato e ci siamo fatti raccontare le loro storie – ci sentiamo di difenderli a spada tratta, di affrontare a loro favore qualsiasi processo, purché a giudicare ci sia gente competente.

E che l’Espresso Italiano abbia necessità di una difesa attiva è indubbio, ma non solo nei confronti di chi eroga una bassa qualità nel nome della tradizione, ma anche di chi fa dell’innovazione, per nescienza o ignoranza, un tradimento della tradizione. Le spremute di limone che ci vengono propinate come specialty non sono il peggio, perché non è raro imbattersi in caffè dal sentore di formaggio, per non parlare di quelli che sanno di frutta marcia venduti come l’ultimo grido della moda.

Iiac: “l’Espresso Italiano vive di un perfetto equilibrio, di una tostatura piena di caffè di qualità, di una barista che sa estrarlo alla perfezione”

“Lo scorso anno le commissioni dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè (che vanta oltre 12.000 allievi in 40 paesi del mondo) hanno valutato 367 caffè provenienti da 13 paesi secondo le regole scientifiche dell’analisi sensoriale. Caffè buoni anche dall’estero? Sicuramente sì, ma di certo le miscele italiane hanno avuto un piazzamento altissimo. E noi non parliamo per sentito dire.”

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