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Ico: l’indicatore vola ai massimi dal 2017, migliorano le prospettive per i consumi

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Il logo dell'Ico

MILANO – Potente cambio di passo dei mercati durante il mese di maggio: i forti rialzi delle borse, di cui abbiamo riferito in queste colonne, si rispecchiano nell’andamento degli indicatori Ico, con la media mensile dell’indicatore composto, che cresce a doppia cifra e si attesta a livelli mai raggiunti da oltre 4 anni a questa parte. Prende sempre più forma un trend storico di ripresa dei prezzi, che guarda sin d’ora all’annata caffearia 2021/22.

Annata che sarà segnata da un rilevante deficit di offerta, dopo anni di surplus. Allo stesso tempo, i progressi nelle campagne vaccinali e il miglioramento della situazione sanitaria nei principali paesi consumatori stanno facendo ripartire l’economia, i consumi e la fiducia dei consumatori.

E la progressiva revoca delle restrizioni lascia ben sperare per una ripartenza a breve dei consumi nel fuori casa. Segnali ottimistici dunque sul fronte della domanda e prospettive pessimistiche sul lato dell’offerta, specie a fronte del previsto, forte calo della produzione di arabica in Brasile destinato a incidere pesantemente sui mercati.

Ma torniamo ai dati del report mensile dell’Ico. La media mensile dell’indicatore composto è in crescita del 10,4% e vola a 134,78 centesimi: il livello massimo da febbraio 2017. L’incremento più marcato si registra per i brasiliani naturali (13,4%), anch’essi ai loro massimi da febbraio 2017; seguono altri dolci (+10,6%) e colombiani dolci (+9,5%), a loro volta ai livelli più elevati da gennaio 2015 e novembre 2014.

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