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Spadola, ceo Caffè Moak: “Tecnologia e sviluppo, binomio inscindibile”

L'ad: "Oggi abbiamo due filiali dirette all’estero e l’obiettivo è quello di far lavorare anche queste società con lo stesso sistema, in modo da poter avere la filiera tracciata a 360 gradi. Al momento partiremo con un test nella filiale tedesca e, fra uno o due anni, avremo maggiore contezza sul funzionamento del sistema. In Italia, invece, le diverse filiali sono tutte connesse tra loro, grazie a SAP, magazzini inclusi e con dati aggiornati all’istante. Anche in questo caso, rimane fondamentale coinvolgere fortemente le persone. Se le risorse umane comprendono a monte la validità del sistema SAP, a valle avremo risultati importanti."

Alessandro Spadola
Alessandro Spadola

MILANO – Condividiamo un’intervista da softwarebusiness.it al ceo di Caffè Moak, Alessandro Spadola, che è entrato nel merito dell’evoluzione tecnologica che ha coinvolto la torrefazione grazie alla collaborazione con SAP. Perché la tradizione del made in Italy è capace di innovarsi per restare sul mercato.

Spadola racconta i nuovi sviluppi Caffè Moak

Caffè Moak, infatti, grazie alle soluzioni offerte da SAP, oggi può contare su processi aziendali più snelli e su un’efficace integrazione tra tecnologia e sviluppo competitivo.

Caffè Moak è oggi un marchio di qualità “made in Italy” nella produzione e commercializzazione di Caffè (macinato e in grani). Quali sono i punti di forza dell’azienda?

“La nostra politica è sempre stata quella di fare prodotti di qualità. E’ il risultato di una quotidiana ricerca per migliorare il gusto, il corpo del caffè e dare la percezione di un prodotto diverso. Dall’altra, essendo cresciuti molto in questi anni, abbiamo anche investito tanto nell’innovazione per presentare ancora meglio il nostro prodotto.

Tecnologia e sviluppo competitivo sono un binomio inscindibile. Quali sono gli aspetti della gestione aziendale per i quali si è reso indispensabile optare per la soluzione ERP SAP?

“Negli anni l’azienda, nata come realtà a conduzione familiare, è cresciuta tanto, soprattutto sul mercato. All’interno, però, ogni reparto era separato dall’altro e creare la connessione tra i diversi settori aziendali era la sfida più complessa. Questo anche nell’ottica di coinvolgere il nostro personale che ha seguito tutta l’evoluzione storica dell’azienda. SAP ci è servito proprio perché è un software che integra tutti i processi aziendali e li collega. Ha contribuito a generare un cambio di mentalità anche nei dipendenti. SAP è innovativo e ci permette di rendere sempre più competitivo il nostro mondo.

Prima di SAP avevate un altro gestionale. Molte aziende hanno riscontrato criticità iniziali nel passaggio dal precedente sistema gestionale a SAP. Qual è stata la vostra esperienza in merito? Quanto è stato importante il supporto dei consulenti della Software Business?

E’ stato un passaggio abbastanza complesso, durato più o meno un anno un anno e mezzo. La complessità era quella che ci aspettavamo: mettere in connessione più reparti, con tempi e abitudini anche diversi. In un contesto del genere, l’obiettivo di uniformare le modalità di lavoro non è stato facile da raggiungere e si sono create delle problematiche. La società che ha gestito per noi l’implementazione ci ha aiutato. Se dovessi ripartire oggi farei un lavoro diverso insieme a loro, per evitare eccessive criticità al team di lavoro.”

Spadola, ad oltre 2 anni dall’implementazione SAP, quali sono stati i vantaggi della soluzione ? In quali aspetti l’azienda è migliorata e secondo la sua esperienza c’è stato un ritorno dell’investimento?

“A oggi non abbiamo completato al 100% il progetto di implementazione ma abbiamo creato quell’ossatura importante che ci permette di avere dati certi, in qualunque reparto. Oggi possiamo contare sul monitoraggio costante, per capire dove si fanno errori, e correggere più velocemente. Adesso siamo nella seconda fase, che è quella della digitalizzazione esterna. La considero la parte più bella che implementiamo tutti i giorni con delle nuove app, in grado di fornirci una notevole mole di informazioni, con conseguente riduzione dei tempi per le decisioni importanti.”

Molti ritengono SAP un sistema solo per grandi aziende e non adatto alla piccole e medie imprese, qual è la sua opinione in merito?

“Per poter utilizzare SAP devi avere un certo tipo di mentalità che è probabilmente più facile trovare nelle aziende di grandi dimensioni. Parlo soprattutto di una mentalità organizzativa. Spesso nelle piccole aziende tutti fanno tutto ed è normale che sia così. In una realtà di dimensioni medio-grandi, invece, contando su organigramma e ruoli diversi, ognuno ha un compito ben preciso ed è più semplice implementare un software multidimensionale come SAP.”

Caffè Moak è presente in tutto il mondo, quanto è importante il supporto di un sistema come SAP nel processo di internazionalizzazione del gruppo?

Spadola: “Oggi abbiamo due filiali dirette all’estero e l’obiettivo è quello di far lavorare anche queste società con lo stesso sistema, in modo da poter avere la filiera tracciata a 360 gradi. Al momento partiremo con un test nella filiale tedesca e, fra uno o due anni, avremo maggiore contezza sul funzionamento del sistema. In Italia, invece, le diverse filiali sono tutte connesse tra loro, grazie a SAP, magazzini inclusi e con dati aggiornati all’istante. Anche in questo caso, rimane fondamentale coinvolgere fortemente le persone. Se le risorse umane comprendono a monte la validità del sistema SAP, a valle avremo risultati importanti.”

Infine, in un sistema economico globale e interconnesso, oggi messo a dura prova dagli effetti della pandemia, che ruolo giocherà l’integrazione delle tecnologie digitali per consentire alle aziende di consolidarsi e competere?

“La digitalizzazione è un passo da fare necessariamente. Il Covid-19 ci ha bloccati ma le aziende hanno dovuto comunque trovare un modo per andare avanti e quindi anche noi abbiamo utilizzato tutti gli strumenti necessari. Spesso utilizzando di più le tecnologie digitali ci rendiamo conto che molti incontri non sono nemmeno così necessari, senza però sminuire l’importanza che il contatto umano può avere per un’azienda come la nostra. Tuttavia in ambito operativo, per me, più si digitalizza meglio è.”