venerdì 03 Dicembre 2021

Ibrahimovic lancia la sfida a Lukaku: Milan-Inter si gioca con la Latte ink sul cappuccino

Lo svedese del Milan posta su Instagram la bevanda calda con decorazione, una risposta al belga dell’Inter che si era proclamato nuovo re di Milano

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MILANO – Dal campo di calcio alla tazza social: si gioca tutto su un’immagine di latte ink, disegnata con la speciale macchina che stampa fotografie sulla schiuma del latte utilizzando inchiostro alimentare. Si tratta l’ultima sfida che ha visto ingaggiati i due fuori classe Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku. Ovviamente la contesa riguarda le squadre di casa nel capoluogo lombardo: Milan e Inter rappresentati dai rispettivi bomber, si incalzano da febbraio 2020 online. Leggiamo i dettagli dall’articolo di Andrea Sereni su corriere.it.

Ibrahimovic replica con la Latte ink

Un cappuccino, con cacao e schiuma che disegnano la sagoma di spalle di Zlatan Ibrahimovic, maglia numero 11 del Milan, braccia al cielo e il Duomo sullo sfondo. Un’immagine evocativa, così Ibra sembra rispondere, sempre a mezzo social, all’urlo scudetto di Romelu Lukaku.

«Il vero Dio ha incoronato il Re! Ora inchinatevi! King of Milano», aveva scritto il belga per festeggiare lo scudetto vinto con l’Inter, facendo chiaro riferimento (pur senza nominarlo) al rivale. E così è arrivata l’ennesima replica (anche in questo caso indiretta) nel personalissimo derby di Milano che stanno vivendo i leader di Inter e Milan.

Il duello

Un duello (quasi sempre) a distanza, che va avanti dal febbraio del 2020 quando Lukaku, reduce dalla rimonta dei suoi contro i rossoneri da 0-2 a 4-2, si era autoincoronato condividendo una foto della sua esultanza con la scritta: «C’è un nuovo re in città». Poi lo scontro diretto, faccia a faccia, nel derby di Coppa Italia, con la rissa per le frasi di Zlatan rivolte ad Adolphine, la madre di Romelu, e i riti voodoo. E ancora, la risposta rabbiosa del belga in campionato, al (suo) gol del 3-0: «I’m the fucking best. Io, io, te l’ho detto c…», una voce roca e furente a far tremare gli spalti vuoti di San Siro, a ribadire appunto «Sono io il migliore. Io, io».

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