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Fabrizio Zanetti sul salvataggio Melegatti: «Un’evoluzione quasi naturale»

Continua la procedura di salvataggio iniziata da Hausbrandt nei confronti del marchio famoso per il Pandoro, Melegatti.

Hausbrandt
Fabrizio Zanetti, presidente della Hausbrandt Trieste 1892 Spa

MILANO – Prosegue, ed è ancora lontana dalla conclusione, la vicenda che vede coinvolti la torrefazione Hausbrandt 1882 di Nervesa della Battaglia (Treviso) e il marchio Melegatti di Verona, noto nel mondo per il pandoro e la colomba. Oltre a tantissimi altri prodotti da forno compreso il panettone. Sul numero di lunedì di Affari & Finanza, l’allegato di economia del quotidiano La Repubblica, è uscita un’interessante intervista con Fabrizio Zanetti sulla vicenda in corso. L’articolo e l’intervista sono stati realizzati con grande cura e professionalità dalla giornalista Roberta Paolini.

Vi proponiamo il testo dell’articolo.

TRIESTE – Ci sono novità per la famosa torrefazione triestina. Si promettono nuovi inserimenti, che andrebbero ad arricchire l’azienda. Parliamo di Hausbrandt 1892, del suo passato glorioso. Una storia di cui fanno parte le birre Theresianer. Un altro marchio storico, che rienta nel business di gruppo con i vini Col Sandago.

LA SPAZIALE
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Hausbrandt punta Melegatti

Ora nel portafoglio di aziende che popolano il gruppo dei trevigiani Zanetti, ci sarebbe spazio anche per Melegatti. Il capo famiglia è Martino Zanetti a capo della holding di gruppo.

Ma è il giovane Fabrizio che da fine 2016 tiene le redini del gruppo alimentare, con la carica di ad e presidente.

Hausbrandt è interessato al salvataggio

Per farlo infatti, ha messo a disposizione 1 milione di euro di prestito ponte ed è disponibile ad investire 15 milioni di euro.

L’azienda che ha inventato il Pandoro, nata nell’Ottocento a Verona, è un brand fortissimo e conosciuto. Ormai però, è sull’orlo dell’abisso.

In questi giorni potrebbe arrivare la svolta con il via libera del tribunale

Per accordare l’ok al salvataggio da parte di Hausbrandt. Questione di poco.

«Anche se – dice Zanetti – visto che per mia fortuna non ho mai avuto a che fare con i tribunali non conosco con precisione i tempi».

Si sono seduti al tavolo della trattativa quando gli altri sembravano essersi ritirati. L’attitudine degli Zanetti non è per le grandi acquisizioni.

La crescita in questi anni è sempre stata fatta senza strappi. Con sviluppi di tutto rispetto e costanti.

Ora si guarda al mondo della pasticceria, dei dolci da ricorrenza

Un comparto che avevano abbastanza marginalizzato nel loro universo di business. Hausbrandt non vende alla gdo. O meglio, lo fa per uno spicchio molto piccolo della torta del suo fatturato.

Dei 90 milioni dei ricavi di gruppo, 70 milioni arrivano dal caffè che si vende nel canale horeca.

L’azienda esporta in 90 Paesi

E’ anche presente nelle caffetterie più prestigiose dei quattro continenti. Dal moderno impianto di torrefazione di Nervesa della Battaglia (Treviso) Hausbrandt porta il suo caffè agli Uffizi di Firenze, al teatro dell’Opera di San Pietroburgo. Dal Cremlino a Mosca fino al lussuoso Paradise Island Resort alle Maldive.

«Lavoriamo con tutte le catene di caffetteria d’Europa. L’Emea è il nostro mercato di riferimento. Ma andiamo bene anche in molti altri paesi, come gli Stati Uniti e il Messico.

In Brasile invece non entriamo, i dazi all’ingresso sono eccessivi. Esportiamo il 70% di quello che produciamo. La nostra gamma copre tutto. Quindi non solo il caffè in grani tipico da caffetteria e bakery.

Vendiamo anche il barattolo e la confezione di caffè, abbiamo le capsule con la nostra macchina sviluppata insieme a Guzzini; poi abbiamo la cialda per il caffè all’americana.

Copriamo tutta la gamma. Ma la concentrazione del nostro business è chiaramente su un altro canale.» Spiega il giovane Zanetti.

Scegliere Melegatti

Significa entrare nel mondo della grande distribuzione. Comporta quindi spingersi ancora di più nella diversificazione.

«Le sinergie e lo sviluppo di business sono interessanti per noi – spiega Zanetti. – E’ da tempo che la nostra rete di agenti ci segnala che avere la possibilità di avere una linea di pasticceria abbinata al caffè significa esaudire una richiesta che arriva dalla nostra clientela.

Melegatti ha una linea produttiva che produce croissanteria. Ma oltre a questo, le opportunità di cross selling sono chiaramente notevoli per noi».

La pasticceria non sarebbe per altro una novità per Hausbrandt

«Igino Massari, il maestro dei pasticceri italiani, realizza per noi da tempo dolci per ricorrenze. Si tratta di un prodotto di alta gamma dedicato ad un certo segmento ».

Nel cantone di Cantone di Neuchatel, nel cuore dell’orologeria svizzera le grandi maison di orologi spesso regalano un cesto confezionato da Hausbrandt.

«È cominciata così – racconta Zanetti. – Prima abbiamo iniziato a comporre regalistica per qualche cliente. Poi un po’ un po’ alla volta abbiano iniziato anche con altri, banche e aziende del lusso e così da 300 siamo passati a 30 mila pezzi. Un’evoluzione quasi naturale».

E così questo pezzo del business tutto sommato è arrivato a contare il 7% del giro d’affari

Nei cesti per le ricorrenze oltre ai dolci confezionati dal maestro Massari ci vanno le confezioni di caffè, la birra Theresianer, marchio storico del 1766; assieme ai vini pregiati della Tenuta Col Sandago.

La Theresianer

E’ un prodotto che ha riscoperto la tradizione birraria austriaca presente a Trieste da più di duecento anni e darle nuovo corso. È sul mercato con diversi stili birrai, in molteplici versioni e formati.

Tra i quali, ad esempio, Vienna o la frizzante Wit. Tutte birre di nicchia, pluripremiate ai concorsi internazionali .Come il Dlg in Germania, il Wold Beer Championship di Chicago e l’IBC di Londra.

E poi c’è la Tenuta Col Sandago

Nel cuore della Docg del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene, nella Marca trevigiana. Da qui escono 1,5 milioni di Prosecco Docg Valdobbiadene.

Al di là di queste diversificazioni il cuore del business resta il caffè

Nel 2017 la crescita è stata del 10%, con una media del 7% medio di incremento del giro d’affari negli ultimi dieci anni. Fabrizio Zanetti vede questa crescita da quando è entrato in azienda, ormai 14 anni fa.

Oggi il manager ha 35 anni, quando arrivò nell’azienda di famiglia ne aveva appena 21. Dopo gli studi ad Harvard University e Sda Bocconi School of Management e le esperienze professionali all’estero, giovanissimo entra nel consiglio di amministrazione. Un passaggio generazionale studiato con il favore del tempo, della giovinezza e dell’entusiasmo.

Roberta Paolini