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Gruppo Cimbali su Repubblica «Fatturato a 180 mio e a Milano nascerà un flagship Faema»

Sarà il luogo per esplorare le potenzialità dei nuovi modelli smart, connessi. Sarà anche un'occasione per fare test e training" spiega il presidente dell'azienda che assorbito anche il marchio Faema. E la quarta generazione Cimbali è in arrivo

gruppo cimbali
La pagina che il supplemento settimanale Affari & Fiananza del quotidiano La Repubblica ha dedicato al Gruppo Cimbali

MILANO – Dal supplemento settimanale del lunedì de La Repubblica, Affari&Finanza, abbiamo ripreso la pagina intera che vede protagonista il Gruppo Cimbali e che vedete nella fotografia sopra questo testo. L’articolo è firmato da Gloria Riva e ripercorre le tappe di un’azienda che testimonia il successo del made in Italy per le macchine professionali per il caffè espresso.

Gruppo Cimbali: l’impronta evolutiva nelle macchine espresso

Le macchine da caffè hanno conosciuto un’importante evoluzione negli ultimi anni. Ormai, anche quelle di ultimissima generazione, wireless e automatizzate, devono il proprio successo alla tradizione centenaria di casa Cimbali, che comincia a muovere i primi passi nel 1912.

Quando Giuseppe Cimbali, ramiere idraulico, apre nel centro di Milano, al numero sei di via Caminadella. Un negozio per la lavorazione del rame, dedicandosi insieme ai suoi due dipendenti anche alla produzione di piccole caldaie. Parti essenziali delle macchine da caffè di recente invenzione.

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JULIUS MEINL

All’ inizio degli anni Trenta

La bottega si sposta in via Savona e si espande grazie all’ acquisizione di un cliente, la Siti. Specializzata proprio nella produzione di macchine espresso.

È qui che viene fondata la Ditta Giuseppe Cimbali per costruzioni in rame, macchine da caffè e saturatori seltz.

Nei primi dieci anni di vita Cimbali dà vita a modelli indissolubilmente legati alle immagini in bianco e nero dei bar milanesi.

Come il modello a colonna La Rapida. Mentre nell’ immediato dopoguerra produce l’ Albadoro, con due caldaie indipendenti per fare più caffè contemporaneamente. Perché i clienti dei bar sono sempre di più e l’ abitudine del caffè è già diffusissima.

Tant’ è che le richieste di nuove macchine sono in costante aumento e la famiglia Cimbali decide di trasferire l’attività in uno stabilimento a sud di Milano, a Binasco.

Dove ancora oggi si trova l’ headquarter di Cimbali e il relativo museo sorto in occasione del centenario.

Negli anni Sessanta si intensifica la collaborazione con i fratelli Castiglioni

Gli stessi che nel ’62 disegneranno il modello Pitagora, compasso d’ oro ed eccellenza del made in Italy. Dall’ attenzione all’ estetica, si passa a un deciso interesse per l’ export.

Infatti, fino agli anni ’90 la Cimbali avvia un percorso di conquista del mercato globale. Tant’ è che oggi una macchina su tre dei bar di tutto il mondo è fatta proprio a Binasco.

Poi la scelta di espandersi per acquisizioni

E’ il 1995 e Cimbali ingloba i marchi Faema, Casadio ed Hemerson, comprati attraverso capitale proprio. Il momento più delicato per la società è stata proprio la prima fase di integrazione del competitor Faema.

Fiaccato da rischiose scelte finanziarie e una spericolata quotazione in Borsa della società; poi rimessa sui giusti binari dall’ intervento di Maurizio Cimbali. Attuale presidente e nominato cavaliere del lavoro nel 2017, che governa la società insieme ai due figli Fabrizia e Federico, la quarta generazione.

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Maurizio Cimbali

Nel 2016 Cimbali mette a segno un’ altra acquisizione, la Slayer di Seattle

Un’azienda che ha una produzione artigianale di macchine tradizionali per caffè espresso: «Slayer ci ha permesso di rafforzarci nel segmento top di gamma. Parecchio diffuso negli States, nonché di avere una sede operativa e una presenza consolidata oltreoceano.

Questa partnership fa parte di un percorso di crescita e rafforzamento che il gruppo ha intrapreso ormai otto anni fa, cogliendo la crescita costante del 3% l’ anno del mercato del caffè», dice Franco Panno, amministratore delegato di Cimbali;

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Ing. Franco Panno

chiamato dalla famiglia proprio per attuare il piano di espansione; puntando su innovazione, nuove acquisizioni e espansione delle proprie sedi.

Tre i segmenti di prodotto del Gruppo Cimbali

Le macchine tradizionali da bar, che sono l’ 80% di quelle vendute; super automatiche di hotellerie e macina-dosatori, che sono un elemento importante per la qualità del caffè.

L’ azienda produce 47 mila macchine l’ anno, più 26 mila macina-dosatori ha chiuso il 2017 con un fatturato di 180 milioni di euro (in crescita del 7% sull’ anno precedente). Mentre l’ export vale l’ 81%.

La crescita del fatturato del gruppo Cimbali da 2013 al 2017
La crescita del fatturato del gruppo Cimbali da 2013 al 2017

 

Il trend di crescita del gruppo Cimbali

E’ testimoniato anche dalle 110 assunzioni effettuate nel quadriennio 2014-2017 (di cui 65 giovani under 35) che hanno portato a circa 700 il numero totale dei dipendenti.

«Le nuove assunzioni interessano personale in produzione, ma anche ingegneri ed esperti di marketing per rendere l’ azienda ancora più competitiva.

E sempre per migliorare le performance l’ azienda investe in ricerca e innovazione il 6% del fatturato complessivo, che ci ha permesso di produrre oltre 70 brevetti mondiali».

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La produzione è 100% italiana

Infatti, i pezzi più complessi sono creati dagli esperti dipendenti che si trovano nei tre stabilimenti lombardi di Milano, Bergamo e Cremona. Mentre il 95% della componentistica proviene da un collaudato gruppo di fornitori lombardi cresciuti attorno all’ azienda.

Imponente il servizio postvendita

Dal momento che la società ha 700 distributori e filiali in Italia, Gran Bretagna, Germani; Spagna, Portogallo, Stati Uniti e Cina.
In Asia l’ azienda è presente da oltre 20 anni con una rete distributiva e una filiale commerciale a Hong Kong.

Inoltre, ha da poco aperto una sede commerciale a Singapore per rifornire tutto il mercato locale: «È partito tutto dalla Corea del Sud, un mercato praticamente saturo. Mentre è in continua espansione il mercato cinese, che ci da grandi soddisfazioni. » spiega Panno. Il mercato cinese vale quasi il 10% del giro d’ affari di Cimbali.

Seguono gli ottimi risultati di Regno Unito, Giappone e India. Anche l’ Italia, dove si concentra il 19% delle vendite, torna a essere interessante. Soprattutto perché le macchine da caffè di ultimissima generazione, come la Faema E71E, recentemente presentata al World of Coffee di Amsterdam.

Un concentrato di tecnologia, iperconnessa, con tecnologia Iot e disegnata da Giugiaro Design. Risulta tra gli investimenti che gli imprenditori possono detrarre con il vantaggio del superammortamento.

La situazione in Italia

«Molti clienti stanno cogliendo l’ occasione di uno sconto complessivo del 35% per cambiare la propria macchina da caffè e le vendite in Italia stanno aumentando», spiega il manager.

Da qui anche la decisione di espandere le sedi lombarde, che cresceranno in volumetria, linee produttive e dipendenti, ma anche di investire sull’ immagine.

Infatti, per sottolineare ulteriormente la propria leadership nel mondo del caffè, Cimbali aprirà a ottobre uno showroom in zona Tortona, a Milano. A marchio Faema e dedicato ai coffee lover.

Un punto di riferimento per clienti e utenti finali

Dove poter sperimentare nuove soluzioni, assistere a training, show cooking e lezioni. Proprio la formazione è uno dei punti di forza della società.

Ogni anno Cimbali realizza corsi dedicati alla cultura del caffè rivolti a 5 mila persone su scala globale e organizza oltre 50 eventi internazionali.

La scheda: una rete di 10 filiali di cui 7 all’ estero e 700 agenti

MILANO – Cimbali è un gruppo a conduzione famigliare giunto alla quarta generazione, è leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine professionali per caffè.

Opera attraverso tre stabilimenti produttivi situati in Italia – Binasco (Milano), Ghisalba (Bergamo) e Cappella Cantone (Cremona) – e uno negli Stati Uniti (a Seattle, dove vengono prodotte le macchine a marchio Slayer).

Può contare su 10 filiali operative di cui 7 all’ estero ed è presente capillarmente sul territorio nazionale e internazionale grazie a oltre 700 distributori che hanno il compito di garantire l’ assistenza tecnica pre e post vendita.

Impegnato da alcuni anni in un importante processo di rinnovamento, il Gruppo attraverso i suoi brand principali Cimbali e Faema è impegnato nella ricerca di soluzioni di design e di innovazioni tecnologiche.

Proprio in questo contesto si inserisce, la nuova Faema E71E, presentata in occasione dell’ ultimo World of Coffee svoltosi a metà giugno ad Amsterdam.

Il fatturato della società si attesta sui 180 milioni di fatturato, i dipendenti sono 700.

In occasione del centenario l’ azienda ha fondato il museo d’ impresa, Mumac e il centro di formazione e di valorizzazione della cultura del caffè, Mumac Academy.

Nell’ ottobre del 2017 è terminato il restyling del museo, con un nuovo shop, l’ area caffetteria e le sale della Mumac Accademy.