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Gruppo Cimbali fa ripartire la cultura del caffè in Italia con i volti delle donne ugandesi

Un'esperienza che ha portato il caffè in prima vista. Andando direttamente alla sua fonte, imparando attraverso immagini inedite che non hanno bisogno di didascalie. Come quelle che rappresentano una donna in quella che può sembrare una semplice "pausa caffè" dal lavoro: Flavio and Frank ne hanno ricostruito l'atmosfera attraverso le luci e la scelta dell'inquadratura

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Le tre facce di una pausa caffè

MILANO – In via Forcella 7 l’arte del caffè non ha smesso di emozionare e di comunicare. Un rito che è stato più forte del virus e che ha ritrovato il suo “terzo luogo tra casa e ufficio” nel Faema Flagship store. Al suo interno (uno spazio ripensato, adesivi per terra  e aperitivo da asporto inclusi, per garantire la sicurezza dei visitatori e le dovute distanze) le immagini che raccontano la vita nelle piantagioni di Masaka, in Uganda, attraverso gli occhi delle donne che abitano il territorio. Sguardi che parlano all’obiettivo dei due fotografi Flavio&Frank, compagni di un lungo viaggio alle origini del chicco, sotto la guida dell’espertissimo Francesco Sanapo.

Solo donne incorniciate dai pannelli

La mostra fotografica, seppur facente parte del più ampio progetto di Coffee hunter, che ha raccolto diversi materiali non soltanto fotografici per, con le parole dello stesso Sanapo “parlare non solo ai nerd del caffè, ma a tutti i coinsumatori”, ha trovato il suo spazio dentro la vetrina aperta dal Faema Flagship store.

Dietro la mascherina, all’opera, Alessandro Giammatteo, trainer presso Mumac Academy di Gruppo Cimbali

Qui, tra un espresso e l’altro (una miscela Mamma mia di Ditta Artigianale, per restare in tema) compaiono soltanto volti femminili. La ragione dietro a questa selezione tra i numerosi scatti fatti in Uganda, è quella di restare allineati a uno dei temi proposti dal PhotoFestival di Milano, manifestazione che racchiude anche la mostra organizzata da Gruppo Cimbali.

Il racconto al femminile sfila al Flagship

Per ciascun riquadro ricavato all’interno del locale, più fotografie per descrivere visivamente diversi momenti della vita delle donne coinvolte in un progetto che si è posto innanzitutto come obiettivo l’emancipazione di genere. Così sulle pareti si sono alternati giornate con sfondo rosso, dedicate alla fine della giornata di lavoro, mentre si allestiva uno spettacolo di intrattenimento dalle stesse donne appena tornate dai campi.

Dopo il dovere, il piacere mantato di rosso

E poi altri fotogrammi delle attività in mezzo ai chicchi e alle drupe, un habitat che appare quasi naturale per i volti che li abitano.

Un’esperienza che ha portato il caffè in prima vista

Andando direttamente alla sua fonte, imparando attraverso immagini inedite che non hanno bisogno di didascalie. Come quelle che rappresentano una donna in quella che può sembrare una semplice “pausa caffè” dal lavoro: Flavio&Frank ne hanno ricostruito l’atmosfera attraverso le luci e la scelta dell’inquadratura, partendo da un profilo, chiudendo sul dettaglio di due mani che abbracciano la tazzina e poi di nuovo riaprendosi alla figura intera di una donna che si gode il suo momento di relax.

Così, attraverso l’apprendimento diretto di ciò che si nasconde dietro l’espresso italiano e non solo, gli stessi fotografi hanno imparato anche le cose più banali come le fasi che una ciliegia del caffè attraversa prima di esser matura. Aspetti scontati per chi è del settore, ma che sono per lo più sconosciuti alla maggior parte di chi beve l’espresso in Italia.

Per questo motivo, per l’intensità delle persone che emergono dalle foto, per la possibilità di entrare in contatto con una diversa cultura senza prendere un aereo, il Flagship store Faema offre un’imperdibile opportunità di allargare gli orizzonti.

Per farlo basta prenotare in anticipo cliccando sul seguente link. E sarà quasi come entrare a Masaka, con il profumo di caffè nelle narici.