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L’intervista: e Simona Colombo spiega «perché non ci sono confini per le parità dei generi»

Dall'intervista: "Riapriamo al pubblico il flagship store Faema Art & Caffeine – un luogo unico e che ricordo, ha visto una replica in versione pop up a New York a giugno 2019 - che contiene, sin del suo nome, l’arte del caffè. Questa volta proponiamo un progetto importantissimo, nato da un’idea di Francesco Sanapo che insieme ai fotografi Flavio&Frank si è recato in Uganda nel 2019"

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Una delle foto della mostra spiegate in dettaglio dagli autori

MILANO – La diffusione della cultura del caffè riparte ufficialmente attorno a Gruppo Cimbali: martedì 8 settembre, con l’opening su invito della mostra fotografica “Changing world: the women of coffee-portraits from Masaka”, ha infatti riaperto le porte al pubblico il Faema flagship store di Via Vincenzo Forcella 7 a Milano, Zona Tortona, mentre giovedì 10 e domenica 13 settembre sarà il turno del Mumac – museo della macchina per caffè di Gruppo Cimbali. Della mostra, che fa parte del circuito del PhotoFestival giunto alla sua quindicesima edizione, abbiamo parlato con Simona Colombo, Group marketing e Communications Director – Gruppo Cimbali.

Questa è la sesta edizione consecutiva del PhotoFestival che Gruppo Cimbali sponsorizza: com’è cambiata la situazione per il 2020, con lo scoppio della pandemia?

“Per noi riaprire insieme alla quindicesima edizione di PhotoFestival e alla sesta in qualità di sponsor, è stata una vera e propria ripartenza insieme al territorio. Infatti, riapriamo al pubblico il flagship store Faema Art & Caffeine – un luogo unico e che ricordo, ha visto una replica in versione pop up a New York a giugno 2019 – che contiene, sin del suo nome, l’arte del caffè. Questa volta proponiamo un progetto importantissimo, nato da un’idea di Francesco Sanapo che insieme ai fotografi Flavio&Frank si è recato in Uganda nel 2019. Francesco è stato in diverse piantagioni per visitare i luoghi del caffè. Un viaggio appassionato, che ha prodotto una serie di documenti, fotografici e video che oggi hanno una quadrupla simbologia.

La prima è quella del caffè: il racconto dall’origine sino all’estrazione con le macchine del brand Faema che sono presenti con i modelli più significativi al Flagship. La seconda è la fotografia con i racconti che si animano nelle figure immortalate dall’obiettivo. La terza è la comunità che noi vogliamo sempre coinvolgere nei nostri progetti.

Infine c’è il quarto componente e forse il più complesso, ad oggi, ovvero quello del viaggio.

Le porte del Flagship Faema si riaprono con una mostra d’autore sul caffè e noi desideriamo siano di grande auspicio a tornare a viaggiare anche fisicamente.”

La parità di genere nei Paesi d’origine come l’Uganda come viene illustrata dalla mostra?

“Uno dei temi proposti dal Comune di Milano per il PhotoFestival di quest’anno vede la figura femminile al centro. Abbiamo estrapolato tutte le immagini che ritraessero le donne di Masaka, dove esiste una comunità di lavoratrici che ricoprono un ruolo attivissimo nella trasformazione del caffè. E’ stato naturale raccontare la loro storia. Anche perché in moltissime occasioni lavorare nel settore ha permesso un riscatto di genere che ha giovato a tutta la comunità, e alla sua economia.”

E invece nel Paese dell’espresso, quale potrebbe esser l’obiettivo fotografico sullo stesso tema?
“Perché no? Non ci sono confini per le parità di tutti i generi.”

C’è qualche immagine che l’ha colpita di più della presentazione?

“E’ una trilogia che amiamo tutti moltissimo. Sono tre fotografie che ritraggono una giovane donna prima seduta con una tazza di caffè di profilo e poi con un close up sulle mani che la tengono stretta. Sono scatti tecnicamente bellissimi, e con una carica narrativa diretta eppure delicata. Ci si chiede in quale momento della giornata si trovasse, se all’inizio o alla fine. Guardando la tazza, che è il frutto dell’emancipazione professionale, ma anche un momento sensoriale di piacere, di silenzio e forse di riposo.

La foto della locandina

A tutti noi piace molto anche la foto usata per i nostri inviti: un’altra giovane donna che si adagia su un mare di drupe di caffè rosse, mature. Sappiamo che sono profumate, dolci.”

Con queste fotografie si entra nel cuore di una realtà umana

“È come spalancare le porte di un’esperienza che tocca moltissimi aspetti a noi cari. Saper concepire, produrre e distribuire macchine per espresso e servizi rivolti ai clienti da oltre cento anni, significa anche conoscere e evocare i luoghi d’origine del caffè. “

Come e dove si possono ammirare le foto delle piantagioni?

“L’inaugurazione è avvenuta martedì 8 settembre nella sede del Flagship Faema in Via Forcella 7, Zona Tortona. Fino al 15 novembre sarà possibile iscriversi e prenotare il proprio ingresso su faema.event@gruppocimbali.com per ottenere un orario e una data di entrata. Il numero è limitato e comprende un accompagnatore. Il Flagship Faema è uno spazio che rispetta le regole di sicurezza. E’ sufficiente inviare una email per organizzare la visita in piena sicurezza.