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Zebar, l’avventura imprenditoriale con il bicchierone Usa a Lucca

gli orti di via elisa

LUCCA – Lagazzettadilucca.it riporta un caso che fa guardare al futuro con speranza. Infatti, in un panorama di crisi dove sono più le chiusure dei locali che le aperture -come riportato qui pochi giorni fa – l’esempio di Samuele Cosentino giunge come una ventata d’aria fresca. L’imprenditore di 48 anni che è noto a Lucca per esser il ristoratore del locale Gli Orti di via Elisa. Ora, nonostante tutto, decide di dedicarsi a un’altra impresa che ha sapore di caffè. Con l’apertura dello Zebar street Cafè.

Gli Orti di via Elisa e non solo: a Lucca l’offerta passa al chicco

Il 13 febbraiocompie 48 anni Samuele Cosentino, noto ristoratore lucchese de “Gli Orti di via Elisa” in centro storico e ora titolare di un nuovo locale in via delle Tagliate 120/124 a San Marco, “Zebar street cafè“.

“Gli Orti di via Elisa sono la mia casa – ha detto in questo colloquio. – ma ho avuto l’opportunità di avere con me dei collaboratori di valore con i quali abbiamo deciso di fare insieme delle esperienze. Prima con Cristian Francesconi abbiamo aperto “Scusa Ameri” e oggi è il mio braccio destro a Gli Orti. E ora abbiamo Andrea Roffi che è il responsabile di Zebar”.

Samuele Cosentino, come sta andando questa nuova esperienza imprenditoriale?

“Ora è abbastanza giovane per poter giudicare… Comunque siamo contenti, la zona sta rispondendo bene. Tanti clienti sono già diventati abituali. C’era grande voglia di un’attività in questa zona e noi siamo felici di giocarci questa opportunità.”

A Lucca però di locali ce ne sono già tanti…

“Diciamo che spesso c’è la corsa ad affollare il centro storico, ma anche fuori del centro ci sono ottime opportunità e delle zone che hanno bisogno di servizi e punti di riferimento. Abbiamo scelto di sondare la prima periferia e ci pare di capire che ci sono quartieri che possono essere di estremo interesse. E che spesso non sono i primi a essere scelti dagli operatori che vogliono investire nella nostra città.”

Ora con la “moratoria” delle attività di somministrazione di bevande e alimenti in centro storico ci può essere un maggiore interesse per la periferia?

“Diciamo che la moratoria ti porta a pensare che ci sono tanti centri al di fuori del centro storico. Queste zone c’erano anche prima, adesso siamo costretti a pensarci e le opportunità che queste zone rappresentano sono davvero grandi.”

Perché uno street cafè?

“Noi puntiamo molto sul caffè americano nel bicchierone, un caffè da passeggio che ti accompagna per tutta la mattinata. È ispirato al vero caffè americano. In Italia si prende il caffè, si beve e si va via. Invece quello americano lo prendi e lo consumi camminando o lavorando o viaggiando. Noi ci vogliamo ispirare a quel modello, anche considerato che locali che fanno il classico caffè italiano ce ne sono, non c’era la necessità di…”

Forse ce ne sono pochi anche perché c’è un po’ di pregiudizio su questo tema?

“È vero. Quando noi presentiamo il nostro caffè americano molti ci dicono: “No, no, il caffè americano…” Invece facendolo assaggiare molti rimangono sorpresi e incominciano ad apprezzarlo.”

Un’ultima domanda: come ha festeggiato il giorno del tuo compleanno?

“Stamani ho lavorato a Zebar e quindi ho festeggiato con i miei clienti e i ragazzi dello staff. E oggi festeggio nel modo più bello: a casa con la mia famiglia.”