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Lettera ai baristi tatuati: “Usate il manico delle tazze, e il prezzo di 1,10 è giusto”

gianni peretti
Il nuovo Ccnl interessa oltre un milione di addetti

MILANO – Contribuiamo alla diffusione di un appello rivolto ai baristi di ogni genere, lanciato da Gianni Peretti. Peretti è un addetto ai lavori in quanto operatore della pasticceria Maison Dolci di Torino. Ma è anche un consumatore attento ai dettagli, non solo quelli della tazzina, ma con un occhio particolare rivolto agli operatori. Il punto di vista di Peretti, può esser condivisibile o meno.

Ma pone l’attenzione sulle modalità di servizio e di presentazione del personale. Questo per sottolineare che, se è vero che l’italian way di bere il caffè è frettolosa, non manca però un’attenzione per la cura di pochi passaggi fondamentali. Dei particolari che, se rispettati, possono ben valere l’aumento del prezzo della tazzina a un euro e dieci.

Gianni Peretti, paladino della buona norma nei bar

Il pasticcere torinese ricorda innanzitutto agli operatori che, se alle tazzine è stato fatto un manico, è perché così è più funzionale. Pertanto, andrebbe utilizzato. Così da evitare di mettere le dita sul bordo della tazzina dove il cliente poi poggerà la bocca.

IMA
JULIUS MEINL

“Ogni giorno di più vedo dietro ai banconi dei bar giovanotti e signorine quasi più esperti dei tatuaggi e orpelli vari che indossano che di come si fa e si serve un caffè.”

La postilla sul costo, di Gianni Peretti

“In riferimento al post di oggi sui prezzi, mi va benissimo pagarlo 1,10. A patto però che sia buono e servito come si deve. Un bar che paga le tasse e non ha dipendenti in nero infatti, ha bisogno almeno di 1,00 o di 1,10 euro per rientrare dalle spese.”