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GIANLUIGI GOI – Da Ugo Foscolo al dialetto per un caffè

Il titolo del volumetto «Un caffè alla bresciana – I – pagine sparse» può stupire il lettore di una terra come la nostra che ha fama per siderurgia, metallurgia e fabbriche d’armi ma non certo per la corroborante bevanda ottenuta dai chicchi tostati. Può sentirsi giustamente fiero di questo lavoro Gianluigi Goi, conosciuto per le sue pubblicazioni nei settori dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’agro-alimentare e tuttavia non nuovo ad occuparsi di caffè.

Ora è il primo a dedicarsi al mondo del caffè nel Bresciano, con l’impegno a far seguire ulteriori «pagine sparse» in tempi brevi.

Appena uscito in edizione digitale (Narcissus self publishing, 937KB, costo 1,99 euro, ISBN 9786050324297), il libro nel titolo ha preso in prestito un’espressione di Ugo Foscolo che a Brescia era molto legato per ragioni di cuore ed editoriali.

Caffè alla bresciana, vale a dire con la «cogoma al fuoco, contro la brace» come osserva in una nota di commento lo scrittore Arturo Marpicati che torna così ad evidenziare come qui da noi sia sempre molto stretto il rapporto tra fuoco e metallo.

Sono pagine sparse perché, come fa notare Goi, sono composte di capitoli scritti in tempi diversi, a volte lontani fra loro, che non intendono seguire un nesso logico particolare e non sono sostenute da una accurata ricerca filologica: sono semplicemente il frutto di tanta curiosità e dell’attenzione, questa sì scrupolosa, di un cronista che ama la nera bevanda e, aggiunge, ne subisce il fascino.

Caffè inteso non solo come contenuto profumato della tazzina, ma frutto della pianta e quindi ancora grezzo ed anche come luogo di ritrovo e quindi di opportunità per stare insieme, per «socializzare».
Nascono da questa prospettiva i piccoli ritratti, le descrizioni di ambienti e stati d’animo, in cui si evidenzia il ruolo del dialetto come fonte di tradizione e cultura popolare.

I tredici capitoli, vale a dire tredici articoli dedicati ai preziosi chicchi in veste nostrana, raccontano storie e vicende che stimolano non solo la curiosità del lettore ma il suo desiderio di conoscere una realtà in gran parte sconosciuta.

Dal consiglio di Foscolo a prendere un caffè…alla bresciana, al monologo della «Ecia Còpi», al duello e burla al «Caffè del Duomo» in una novella di Gerolamo Rovetta. Ancora: «El cafeter», il «Caffè dei Zonocc» e la Madonna del Lino, Jean Giono sul corso Zanardelli e altro ancora, come la descrizione, per capitolo, di nomi di persone e luoghi e note biografiche dell’autore.