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I falsi pregi dello zucchero di canna

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Zucchero di canna

“Io uso solo zucchero di canna”. E’ ciò che – non senza una certa dose di autocompiacimento – dicono in tanti, convinti che il derivato della canna da zucchero sia più salutare rispetto al comune zucchero bianco da cucina, estratto dalla barbabietola.

Non è così: zucchero di canna e zucchero di barbabietola sono del tutto identici, anche sotto il profilo chimico. In entrambi i casi si tratta di saccarosio, un carboidrato costituito da una molecola di fruttosio e una di glucosio. E zucchero di canna e di barbabietola hanno dunque anche le stesse calorie e uguale indice glicemico.

Qualcuno si consolerà pensando che lo zucchero di canna nelle bustine al bar o in vendita al supermercato almeno è un alimento integrale, più ricco di micronutrienti. Ma persino questa è una falsa credenza: in commercio normalmente si trova infatti zucchero di canna raffinato con metodi analoghi a quelli utilizzati per lo zucchero bianco. Il suo colore ambrato si deve a residui della lavorazione, quando non a coloranti aggiunti appositamente per fare in modo che lo zucchero appaia “grezzo”.

Se anche poi vi imbatteste nel più raro zucchero di canna integrale(riconoscibile per i granelli bruni, diversi come forma e dimensioni e che tendono ad attaccarsi tra loro), avreste sì uno zucchero contenente vitamine e minerali – a differenza dello zucchero bianco e di quello di canna raffinato, che ne sono privi -, ma in percentuali così irrisorie che dovreste mangiare addirittura chili di zucchero per assumere quantitativi minimamente significativi di queste sostanze. Ovviamente, con danni per la salute e la linea di gran lunga superiori ai benefici.

Che fare, allora? Godiamoci pure una fetta di torta o un gelato una volta alla settimana, senza badare al colore o alla provenienza dello zucchero che contengono, ma rinunciamo del tutto a dolcificare quotidianamente caffè, tè e altre bevande, con qualunque tipo di zucchero. E men che meno con i dolcificanti artificiali (aspartame, sucralosio, saccarina, acesulfame K ecc.). Questa, come si dice, è però un’altra storia…

A cura del dr. Luca Avoledo, naturopata ed esperto di ecologia del corpo, nutrizione e salute naturale.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore