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Fabio Dotti: “Essere brand ambassador è anche rendere consapevole il consumatore”

Fabio Dotti
Fabio Dotti
MILANO – Ancora la parola a Fabio Dotti, brand ambassador 2018 ai Barawards. Porta in alto il nome dell’azienda per cui lavora, insegna e fa ricerca, Caffè Agust. In questa intervista, racolta a caldo subito dopo la vittoria, racconta il suo percorso, la sua determinazione e la sua visione sulla cultura del caffè.

Fabio Dotti è giovanissimo

Eppure, appena ventunenne è già campione dell’espresso italiano 2017, formatore e brand ambassador. Una passione e un lavoro nato da subito, com’è andata?
” Sono estremamente soddisfatto per i risultati ottenuti nell’ultimo anno, frutto di tanto lavoro e tanta determinazione, spinto dalla passione che ho per questo mondo. Una passione sorta tre anni fa quasi per caso. Durante un semplice corso di formazione e che da li mi ha stravolto completamente la vita perché ho cominciato a fare tanta ricerca e sperimentazione.
Oggi ho la fortuna, e ne sono onorato, di collaborare con la Torrefazione Agust di Brescia, di proprietà dalla famiglia Corsini che fin dal primo giorno ha creduto in me. Dandomi l’opportunità di crescere ed esprimere la mia passione come barista trainer. E di approcciarmi alla materia prima caffè in maniera più diretta e consapevole. Insomma, il chicco di caffè è diventato a tutti gli effetti parte di me.”

Cosa vuole fare “da grande”? Forse aprire una propria attività a Brescia?

“Nonostante la mia giovane età, sono certo di aver trovato la giusta strada in questo settore perché sa regalarmi tantissime emozioni.  Il mio obiettivo è quello di essere un punto di riferimento per questo mondo, sempre pronto a confrontarmi perché il bello del caffè è che non si smette mai di imparare e scoprire cose nuove.  Viaggiare all’estero, ricercare prodotti nuovi, conoscere tante persone. Per il momento aprire un mio coffeeshop non rientra nei piani, però chissà se un giorno lo diventerà.”

Ci spiega in cosa consiste il ruolo di brand ambassador? Lei è ambasciatore dell’espresso italiano nel mondo, cosa significa?

“Essere Brand Ambassador di un’azienda secondo me significa innanzitutto essere accomunati dalla stessa passione, dalla stessa ambizione di crescita. Anche condividere gli stessi valori umani e professionali che ti permettono di diffondere e promuovere la filosofia aziendale in maniera trasparente e chiara in tutto il mondo. Essere quindi portavoce dell’azienda e rappresentarla.

Come ambasciatore dell’espresso italiano ho il dovere e il piacere innanzitutto di promuovere il caffè di qualità

Far capire che il caffè non è tutto uguale e che dentro una semplice tazzina di espresso c’è un mondo vasto e complesso da assaporare con la giusta attenzione. Non una semplice bevanda da deglutire. Far vivere al consumatore finale un’esperienza unica, coinvolgerlo in maniera diretta con degustazioni guidate e giochini sensoriali. Così da permettergli di essere consapevole di ciò che sta bevendo e come saper riconoscere una buona materia prima e un bravo professionista che la lavora.
Grazie alla formazione, lentamente si sta smuovendo sia l’interesse da parte dei baristi a formarsi e a essere più preparati, che l’interesse di alcune persone a ricercare prodotti nuovi e di nicchia.  Il lavoro è molto lungo, ma se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo farlo tutti insieme.”
Fabio Dotti
La scheda professionale di Fabio Dotti

Qual è il segreto per una preparazione d’espresso a regola d’arte?

“Partire da una materia prima altamente selezionata e di qualità. Poi utilizzare un’acqua calibrata e depurata correttamente. Ma anche avere un’attrezzatura performante è sicuramente un buon inizio. Poi sta tutto nella bravura del barista che deve avere la consapevolezza in ciò che fa e come saper gestire la sua attrezzatura in relazione alla materia prima.
Settare il proprio macinadosatore e la propria macchina per espresso nella maniera corretta affinché le tazze siano bilanciate e gradevoli; oppure macinare al momento il chicco di caffè per permettere agli aromi di finire in tazza e non disperdersi nell’ambiente; così come eseguire il purge tra un espresso e l’altro e pulire la coppa portafiltro da eventuali residui di caffè esausto.
Livellare e pressare il caffè nella maniera corretta, pulire il bordo del portafiltro, avviare immediatamente l’erogazione, eseguire una corretta manutenzione con appositi detergenti all’attrezzatura. Queste sono tutte cose che determinano il gusto e gli aromi del nostro espresso.”

Quando va a prendere un caffè in un bar qualsiasi, cerca di parlare con i suoi colleghi se vede qualcosa che le fa storcere il naso?

“Penso che confrontarsi con diverse filosofie di pensiero dalla propria, faccia comunque bene per capire come lavorare. Specialmente se può apportare un miglioramento. Se ho la possibilità di parlarci al momento, cerco di farlo con molto tatto e rispetto. Dando qualche consiglio, altrimenti vivo quel tipo di esperienza “straordinaria” come tale, sperando che prima o poi anche quel barista si renda conto che la formazione è fondamentale oggi giorno per fare la differenza.”

Il suo metodo preferito di preparazione è l’espresso, oppure no?

“L’espresso è da sempre la bevanda al caffè che preferisco in assoluto perché rispecchia le mie abitudini. Mi piace assaggiare diverse tipologie di caffè in momenti diversi per scoprire le infinite sfumature che ci sono tra una tazzina e l’altra.

Ogni tanto però, quando ho tempo, mi concedo un momento di pausa sorseggiando, per esempio, una bevanda al caffè estratta a filtro, che chiaramente richiede tempi di preparazione più lunghi, ma che mi permette di sorseggiarla con più calma e farmi vivere emozioni differenti.

Oggi giorno è bene essere curiosi e scoprire che il caffè non è solamente espresso, ma approcciarsi anche ad altri metodi di estrazione per ampliare le proprie conoscenze e i propri gusti, per vivere in maniera più ampia e nella sua interezza questo bellissimo e affascinante viaggio alla scoperta del caffè. ”

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Fabio Dotti
Fabio Dotti prepara la sua specialissima ricetta di “caffè che voleva essere una birra” al The Lab Lavazza del The Milan coffee festival