sabato 02 Marzo 2024
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Max Fabian, presidente Demus e past president del consiglio dell’Ico: “Armonizziamo le azioni tra i Paesi produttori e consumatori per ottenere la sostenibilità lungo la filiera”

Il presidente dell'azienda: "L'attenzione si concentra principalmente sull’interazione con i Paesi produttori nel dibattito sulla sostenibilità. Tuttavia, è importante ricordare che il settore del caffè è strettamente interconnesso: senza sostenibilità all'origine, si rischiano conseguenze negative anche per i Paesi consumatori. La produzione di caffè è indispensabile e, se i primi attori della filiera non sono sostenibili, l'intero mercato ne risente"

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Riportiamo di seguito l’intervento integrale che Max Fabian, presidente Demus e past president del consiglio dell’Ico, ha tenuto al convegno Comunicaffè durante il Sigep sull’importante tema della sostenibilità nella filiera del chicco. In particolare, Fabian spiega le azioni che l’organizzazione intergovernativa dell’Ico affronta ogni giorno, cercando di armonizzare le azioni tra i Paesi produttori e consumatori per una sostenibilità complessiva e virtuosa. Leggiamo di seguito le sue considerazioni.

Il ruolo dell’Ico nella sostenibilità

di Max Fabian

RIMINI – “L’Ico rappresenta l’organizzazione intergovernativa del caffè, impegnata a monitorare tutte le questioni legate allo stesso, collaborando sia con i paesi produttori sia con quelli consumatori, i quali giocano un ruolo chiave nella filiera. Recentemente ha iniziato a coinvolgere maggiormente anche il settore privato, diventando sempre più dinamica.

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Questo cambiamento, fortemente voluto dai membri, si è concretizzato con l’Accordo internazionale del caffè firmato nel 2022, attualmente in fase di ratifica, che si prevede possa essere concluso entro il 2024.

La sostenibilità, tema centrale del mio mandato 2022-23 in Ico, non è un concetto recente, ma ha acquisito oggi maggiore visibilità e una struttura di analisi più organizzata. Si fonda su tre pilastri principali: economico, ambientale e sociale.

Repa

Al di sotto di questi e in modo trasversale, vi è un pilastro tecnico, essenziale anch’esso per il raggiungimento di tali obiettivi. Trovare un equilibrio tra questi aspetti è complesso a causa delle limitate risorse disponibili.

È fondamentale cercare un bilanciamento che, in teoria, il mercato dovrebbe perseguire autonomamente. Tuttavia, questo può essere condizionato anche da fattori esterni, come le normative, che influenzano profondamente l’interazione tra gli obiettivi di sostenibilità. Quanto sopra rende complicato soddisfare le esigenze di una “sostenibilità complessiva”.

Prendendo ad esempio la deforestazione, l’impegno dell’Europa per promuoverla è lodevole. Tuttavia, è altrettanto cruciale riconoscere l’impatto di tali azioni sui paesi produttori, i quali necessitano di tempo e mezzi adeguati per adattarsi alle richieste.

Questa sfida non è da sottovalutare, poiché alcuni Paesi hanno ancora un lungo cammino da percorrere”.

Approfondimento sulla Sostenibilità nell’Ico

“L’attenzione si concentra principalmente sull’interazione con i Paesi produttori nel dibattito sulla sostenibilità.

Tuttavia, è importante ricordare che il settore del caffè è strettamente interconnesso: senza sostenibilità all’origine, si rischiano conseguenze negative anche per i Paesi consumatori.

La produzione di caffè è indispensabile e, se i primi attori della filiera non sono sostenibili, l’intero mercato ne risente.

Per questo, è essenziale adottare un approccio unitario e collaborativo: questa è la difficile sfida che un’organizzazione intergovernativa come l’Ico affronta, cercando di armonizzare le azioni tra i paesi produttori e consumatori per perseguire una sostenibilità complessiva e virtuosa”.

Max Fabian

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