mercoledì 07 Gennaio 2026

Eudr: giusto il rinvio, ma il cambiamento climatico non può essere messo in pausa

La norma – così come originariamente concepita – poneva adempimenti pesantissimi a carico delle aziende, comprese quelle più piccole, con costi molto alti. E introduceva meccanismi cervellotici, in alcuni casi, ai limiti del kafkiano. Ben vengano dunque rinvii e semplificazioni. Gli equilibri geopolitici sono cambiati. Le priorità strategiche sono cambiante. Il mondo è cambiato. E i problemi attuali sconsigliano l’adozione di misure che rischiano di zavorrare un’economia già in difficoltà. Rimane il fatto però che l’emergenza climatica non può essere messa in pausa

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TME Cialdy Evo

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MILANO – Con il mandato negoziale approvato dal Consiglio Europeo si prefigura un’ulteriore proroga di un anno e una semplificazione delle norme della legge UE anti-deforestazione (Eudr). Quali sono a questo punto gli scenari? Grazie alla procedura d’urgenza, i tempi saranno notevolmente accelerati. Dobbiamo tenere a mente una serie di date.

La prima è quella di oggi, venerdì 21 novembre, termine ultimo per la presentazione di eventuali emendamenti da parte dei partiti.

Si tratta comunque di un passaggio cruciale, poiché alcuni gruppi politici (in particolare il Ppe, secondo alcuni osservatori) potrebbero decidere di presentare degli emendamenti sulle scadenze o su altri punti.

Si andrà in plenaria mercoledì 26 novembre (12:00–13:00 CET). Due gli esiti possibili:

  1. Il Parlamento approva il testo del Consiglio, senza aggiungere ulteriori emendamenti. In tal caso, la proposta del Consiglio passa e il rinvio, nonché le semplificazioni, sono cosa fatta.
  2. Il Parlamento approva, ma recepisce anche degli emendamenti. A questo punto – come è accaduto l’anno scorso – si dovrebbe procedere a un trilogo (riunione tripartita informale alla quale partecipano i rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione il cui] obiettivo è cercare rapidamente un accordo su un insieme di emendamenti accettabili per il Parlamento e il Consiglio, che successivamente deve ancora essere approvato da ciascuna delle tre istituzioni conformemente alle rispettive procedure interne, ndr.). In tal caso si tornerebbe poi in plenaria a metà dicembre, per approvare in extremis il nuovo testo.

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