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Il caffè aiuta la scienza: ecco il fluido green che trasforma l’energia solare in termica

Chicchi di caffè appena tostati svizzera scorte caffè La decisione del governo, se confermata, entrerà in vigore nel 2022
La decisione del governo, se confermata, entrerà in vigore nel 2022

MILANO – I fluidi capaci di ottimizzare l’assorbimento diretto dell’energia solare, per convertirla poi in quella termica, sono continua fonte di ricerca. Durante gli ultimi anni, sono stati tanti gli studi che hanno posto il loro focus su questo prodotto specifico. Il quale può esser ottenuto aggiungendo all’acqua delle nano-particelle. Una criticità del lavoro fatto fino ad oggi deriva dalla tossicità di alcune particelle contenute nei fluidi, dannosi per l’ambiente. Un problema ora risolto grazie a un fattore che noi conosciamo bene: il caffè. Vediamo com’è stato possibile, dall’articolo pubblicato su poliflash.polito.it.

Energia solare in energia termica: la trasformazione ora è green

Partendo da questo problema, un gruppo di ricercatori del DENERG – Dipartimento Energia e del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze, ha ideato un fluido con proprietà simili a quelle dei nano-fluidi; ma con il vantaggio di essere innocuo per la salute, biocompatibile e a basso costo… usando il caffè!

Il fluido proposto consiste infatti principalmente di acqua distillata e caffè

Ai quali poi vengono aggiunti glicerolo e tracce di solfato di rame – rispettivamente per evitare il congelamento e la formazione di muffe. Le proprietà del fluido (o colloide), caratterizzate per diverse concentrazioni di acqua e di caffè, si sono dimostrate analoghe a quelle ottenibili con nano-particelle di carbonio.

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Infatti, le particelle di caffè finemente disperse in acqua “intrappolano” i raggi del sole in una sorta di “labirinto ottico”

Il quale poi incrementa l’assorbimento di energia solare. Una intensa campagna sperimentale presso il Denerg ha quindi permesso di dimostrare un’efficienza di conversione diretta comparabile con quella di più tradizionali soluzioni basate su assorbimento indiretto. Come quelle dei collettori solari-termici comunemente installati sui tetti delle abitazioni.

Il gruppo di ricercatori

Matteo Alberghini, Matteo Morciano, Luca Bergamasco, Matteo Fasano, Gabriele Humbert, Eliodoro Chiavazzo e Pietro Asinari del Multi-Scale Modelling Lab, Dipartimento Energia; Luca Lavagna e Matteo Pavese del DISAT – Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico ed Elisa Sani (Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze).