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El Barri fallisce il gruppo spagnolo di ristoranti di Iglesias e Albert Adrià

Fino al 9 aprile, il ristorante voluto da Lavazza nella sede di via Bologna era l’unico locale pensato da Ferran Adrià fuori dalla Spagna. In questo preciso momento, invece, è addirittura l’unico ristorante firmato Adrià attivo nel mondo

el barri albert adrià
Albert Adrià

TORINO – Adrià, una famiglia legata dall’amore per il cibo che si è espressa in una conoscenza enciclopedica e nella messa in pratica nel mondo della ristorazione. Un cognome che spesso abbiamo collegato alle attività targate Lavazza con Ferran Adrià, e che poi è diventato ancora più celebre per la catena di ristoranti spagnoli dei fratelli Iglesias El Barri, sotto la firma dell’altro fratello Albert Adrià. Un gruppo che però non ha retto il colpo della pandemia e che chiude i battenti. Leggiamo i dettagli dall’articolo di Luca Iaccarino su torino.corriere.it.

El Barri: non ce la fa il gruppo di ristoranti

Dieci giorni fa una notizia ha sconvolto noi golosi: è fallito El Barri, il gruppo di ristoranti spagnoli dei fratelli Iglesias, firmati da Albert Adrià, fratello di Ferran. Questa pandemia è veramente feroce, riesce ad annichilire i miti: El Barri era composto da Tickets, Hoja Santa, Bodega 1900, Pakta, tutti posti buonissimi, divertentissimi (Albert ha anche un altro ristorante, Enigma, che forse riaprirà, così come è aperta la sua pasticceria Cakes and Bubbles a Londra). Per rendere omaggio a El Barri giovedì sera ho ordinato una cena no limits da Condividere.

Come si sa, il ristorante capitanato da Federico Zanasi in seno alla Lavazza è stato progettato proprio con la consulenza di Ferran Adrià

E in questi mesi di delivery propone il menu fortissimamente catalano «Las Tapas Ricas». In tante belle scatolette colorate, altrettante meraviglie: le mitiche olive sferiche di Adrià; jamon Joselito con pan con tomate; la tortilla di «Elisenda»; il pulpo a la Gallega; il boccadillo con costine di maiale «quasi una Cochinita»; le albondigas (polpette di carne); i calamari in escabeche; il ceviche; il carciofo con la salsa romesco; la torta de queso (con un piccolo sconto, abbiamo speso 110 euro in quattro). E poi, ancora un piatto: la tartare di pomodoro «El Barri».

Ecco, mangiando quella squisitezza, ho chiuso gli occhi, mi sono rivisto a Tickets, a Barcellona, in una delle cene più sorprendenti di sempre. E ho fatto questa riflessione: che ora la già grande responsabilità di Condividere e di Zanasi è diventata enorme. Fino al 9 aprile, il ristorante voluto da Lavazza nella sede di via Bologna era l’unico locale pensato da Ferran Adrià fuori dalla Spagna. In questo preciso momento, invece, è addirittura l’unico ristorante firmato Adrià attivo nel mondo.

Se ai nastri di partenza la parentela con Tickets poteva persino essere ingombrante per il locale condotto da Zanasi e la questione era emanciparsi — come che il cuoco ha fatto benissimo, ormai la sua cucina è piena di identità —, ora che Tickets è scomparso, Condividere rimane l’unico rappresentate planetario di una delle stagioni più esaltanti della cucina contemporanea. Di certo in futuro gli Adrià faranno tante altre grandi cose, ma oggi Torino, grazie alla volontà e alla solidità di Lavazza, può essere orgogliosa di garantire la continuità a una delle avventure gastronomiche più belle di sempre.