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Daniela Mauro, comunicatrice Sca Italy: «Il mezzo più potente per promuovere lo specialty è il rispetto per il prodotto»

Daniela Mauro: "Rispetto ad altri contesti, molto. A capo della Specialty coffee association abbiamo una straordinaria professionista, Cristina Meinl, da poco eletta Presidente dell’Associazione. Credo che questo sia il segnale più evidente di come Sca valorizzi l’esperienza e le competenze professionali di ciascun individuo, a prescindere dal genere. Lo stesso discorso vale anche a livello locale"

Daniela Mauro
Daniela Mauro di Gr7 Caffè. © Cristian Castelnuovo

MILANO – Daniela Mauro, imprenditrice di 7gr e comunicatrice dello specialty attraverso Sca Italy: una donna che del caffè sa tutto, o almeno cerca di conoscerne il più possibile, per poi trasmetterlo ai consumatori. Un lavoro impegnativo che però la vede in prima fila con altre donne sue compagne d’avventura: ne parliamo direttamente con lei.

Daniela Mauro, un po’ di presentazioni: come è entrata a lavorare in questo settore? Qual è il suo primo ricordo con il caffè?

“Ho avuto la fortuna di nascere in mezzo al caffè, letteralmente. Veniamo da una famiglia di torrefattori e lo stabilimento sorgeva a pochi passi dal giardino di casa. Da bambine passavamo i pomeriggi a giocare in mezzo a pallet e sacchi di crudo, seguendo il caffè dal suo ingresso nei silos fino alle scatole di cartone dove veniva imballato, prima di finire nei magazzini.

L’ingresso professionale in questo settore per me è avvenuto nel 2009, con la nascita di Sevengrams, dopo una lunga esperienza in un’agenzia di comunicazione, come senior account e strategic planner. Nonostante venissi da un contesto completamente diverso, è stato un passaggio naturale, quasi obbligato, per quella che è la nostra storia e l’esempio che ci è stato dato.”

Com’è lavorare in un team di sole donne in un settore che per tanto tempo è stato maschile?

Daniela Mauro: “La nostra è un’azienda familiare, siamo quattro sorelle, ognuna con competenze diverse e complementari. Ci è stato insegnato ad essere unite e a supportarci a vicenda e questo rende il lavoro più facile, lo scambio di idee più diretto e, al netto dei piccoli scontri, ci consente di essere più veloci nel prendere le decisioni e cogliere le opportunità che ci si presentano.

Il team di Sevegrams

L’incontro con Chiara Bergonzi, oggi parte integrante del team, ha dato nuovi stimoli e linfa vitale al progetto, consolidando la squadra. Soprattutto per il rapporto di stima reciproca e di amicizia fraterna che ci lega. Il nostro approccio sul mercato è sempre stato improntato su una proposta innovativa, differenziante, focalizzata sulla qualità; il fatto di essere un’azienda al femminile può essere una delle chiavi di comunicazione ma non sentiamo di dover affermare niente, in quanto donne.

L’esperienza di Sevengrams ci ha insegnato che essere imprenditori richiede sacrificio, perseveranza e passione per il proprio lavoro. E questo è vero sempre, per gli uomini come per le donne.”

È ancora così, o ha visto un cambiamento di genere?

“Vedo un grande cambiamento, all’estero come in Italia. Soprattutto nel mondo dello specialty coffee, che per sua stessa natura è trasversale ed inclusivo, ci sono moltissime figure femminili che sono di ispirazione per l’intera community.”

La comunicazione è essenziale per un prodotto e un’azienda: spesso si pensa che sia un campo in cui le donne sono più portate. Cosa ne pensa Daniela Mauro?

“Non credo alle differenze di genere in nessun ambito lavorativo. Vengo dal mondo della pubblicità e ho avuto modo di lavorare con creativi brillanti e creativi mediocri, sia uomini che donne. Credo che il talento nella comunicazione sia piuttosto il risultato di un misto di sensibilità, ironia e intelligenza.

Ed empatia soprattutto, una capacità troppo spesso sottovalutata ma fondamentale per raggiungere chi ci ascolta con un messaggio efficace, comprensibile e condiviso.”

Lo specialty è un prodotto che necessita capacità di racconto e cura della materia prima: pensa che  questa famosa terza onda possa trovare proprio nelle donne il suo veicolo in Italia?

“No, per le ragioni di cui dicevo prima. Credo che il mezzo più potente per promuovere lo specialty coffee siano il rispetto per il prodotto che trattiamo e per il consumatore. Ancora oggi, in Italia, nel nostro settore si continua a parlare una lingua obsoleta, fatta di slogan e di termini talmente abusati che risultano privi di qualsiasi significato o interesse per chi riceve il messaggio.

Il risultato è quello di comunicare, senza dire niente. Il movimento specialty è invece una rivoluzione trasparente, un fenomeno talmente ricco di contenuti che è destinato a stravolgere le dinamiche di questo settore, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Chi tratta specialty sa che dietro ogni pacchetto c’è una storia incredibile da raccontare, fatta di paesi produttori, farmers, varietals, metodi di lavorazione, flavours talmente straordinari da essere chiaramente percepibili in tazza.

È un prodotto che non ha bisogno del marketing tradizionale: a volte basta far annusare un pacchetto di specialty per far comprendere anche al consumatore meno evoluto di cosa stiamo parlando, in termini di qualità.

Viviamo nel paese del gusto e del buon cibo ma quando parliamo di caffè ci dimentichiamo che gli italiani sono uno dei target più sensibili alla qualità. Costantemente alla ricerca dell’eccellenza.

Quando riconosceremo questo bisogno, quando smetteremo di utilizzare i codici della
comunicazione classica sdoganando i luoghi comuni, quando inizieremo a raccontare le storie dietro quella tazzina di caffè, in maniera semplice e coinvolgente, preparando il consumatore ad un’esperienza degustativa unica, allora la rivoluzione avrà inizio.”

A proposito di comunicazione: come prosegue l’esperienza di Daniela Mauro all’interno di Sca?

“È un’esperienza molto stimolante, per quanto impegnativa. Insieme ai miei colleghi del Chapter Sca Italy, svolgiamo un ruolo da volontari, che dobbiamo riuscire a conciliare con gli impegni lavorativi e familiari. Spesso però questo non è facile, per via dei tanti progetti e delle iniziative che l’Associazione porta avanti quotidianamente. Quando sono stata candidata per il ruolo di communication coordinator, ammetto di aver esitato. Perché non credevo che sarei riuscita a ricoprire questo incarico garantendo l’impegno che merita.

Oggi sono felice di aver accettato, nonostante a volte il lavoro sia totalizzante, questa esperienza mi sta dando tanto, sia a livello professionale che umano. Ho avuto l’opportunità di conoscere la community dello specialty coffee nella sua interezza e di comprendere quanto ciascun componente della filiera svolga un ruolo fondamentale e sinergico nel movimento. Spero di riuscire a fare bene e di contribuire, nel mio
piccolo, a trasformare un fenomeno ancora di nicchia in un trend sempre più popolare e accessibile a tutti.”

All’interno di questa associazione, quanto spazio è dato alle donne?

Daniela Mauro: “Rispetto ad altri contesti, molto. A capo della Specialty coffee association abbiamo una straordinaria professionista, Cristina Meinl, da poco eletta Presidente dell’Associazione. Credo che questo sia il segnale più evidente di come Sca valorizzi l’esperienza e le competenze professionali di ciascun individuo, a prescindere dal genere. Lo stesso discorso vale anche a livello locale: in Italia abbiamo avuto coordinatrici donne che si sono spese completamente per l’Associazione, facendo un lavoro eccezionale.”

Cosa ci sarebbe da cambiare eventualmente?

“Si può sempre migliorare, per esempio portando avanti progetti che mantengano alta l’attenzione sul tema, favorendo la parità di genere in termini numerici ed economici e valorizzando il lavoro delle donne in questo settore. Sicuramente, come Sca Italy, ci impegneremo nel promuovere iniziative che vadano in questa direzione.”

Cosa direbbe Daniela Mauro alle giovani che vorrebbero affermarsi come lei in questo settore?

“Quello che direi a tutti i giovani: provateci senza aver paura di fallire, siate sempre curiosi e determinati, amate questo prodotto e abbiatene rispetto e, infine, l’insegnamento che ci ha lasciato mio nonno: perseverate.”