lunedì 26 Gennaio 2026

Dal caffè napoletano al latte di cammella, la proposta riaccende il dibattito su innovazione e cultura dell’espresso

Il cappuccino che cambia registro: tradizione italiana e ingredienti globali si incontrano

Da leggere

  • Water and more
  • TME Cialdy Evo

Condividi con noi le tue storie legate al caffè scrivendo a direzione@comunicaffe.it.

RIMINI – Un cappuccino preparato con caffè napoletano e latte di cammella è stato presentato come novità nel panorama delle bevande a base di caffè. L’iniziativa, mostrata in un contesto fieristico internazionale, propone un incontro tra tradizione italiana e ingredienti poco comuni per il consumo quotidiano nei bar. Il risultato è una bevanda che punta a sorprendere e a stimolare una riflessione più ampia sul futuro del settore.

La preparazione è stata presentata il 24 gennaio 2026 durante Sigep World a Rimini, manifestazione dedicata al food & beverage. Il cappuccino utilizza una miscela di caffè fornita dall’azienda Toraldo, composta per il 90% da arabica e per il 10% da robusta. Il latte impiegato è latte di cammella commercializzato dal marchio Emirosì, trattato con un processo di riscaldamento a temperature comprese tra 55 e 60 gradi prima dell’uso.

L’ideazione e la presentazione della bevanda sono state curate da Gianni Cocco, coffee-performer e autore specializzato nel mondo del caffè.

L’iniziativa si inserisce in un mercato particolarmente rilevante per l’economia italiana. Nel 2025 il comparto dei bar conta circa 152.000 esercizi sul territorio nazionale, con quasi 6 miliardi di visite annue e un valore stimato di 23,8 miliardi di euro. In questo scenario, il caffè continua a rappresentare uno dei pilastri dell’offerta e dell’identità dei locali, ma anche uno spazio di sperimentazione. Il latte di cammella, noto per essere privo di lattosio e per il suo profilo nutrizionale distinto, viene proposto come ingrediente alternativo rispetto al latte vaccino tradizionalmente utilizzato.

La proposta mette in evidenza una tendenza crescente verso la contaminazione culturale nel mondo del caffè. L’accostamento tra una miscela legata alla tradizione napoletana e un ingrediente associato ad altre aree geografiche viene presentato come un modo per ampliare l’esperienza del consumatore. Allo stesso tempo, l’iniziativa solleva interrogativi sulla standardizzazione delle ricette e sull’equilibrio tra identità locale e innovazione, temi centrali per operatori e aziende del settore.

Esperimenti come questo indicano che il caffè, pur restando un rito quotidiano consolidato, continua a evolversi attraverso nuove combinazioni e linguaggi. Per il settore, la sfida sarà capire se queste proposte resteranno eventi dimostrativi o se troveranno spazio stabile nell’offerta dei bar. In ogni caso, il dialogo tra tradizione e innovazione sembra destinato a rimanere al centro della cultura del caffè.

Ultime Notizie

  • asachimici
Demus Lab - Analisi, R&S, consulenza e formazione sul caffè
DEMUS LAB DemusLab Umami Roasting Camp Il logo di DemusLab