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Covid-19, lo studio: il rischio di contrarlo può diminuire del 10 per cento grazie al caffè

Le conclusioni del team di ricerca: "I nostri risultati supportano l'ipotesi che i fattori nutrizionali possano influenzare aspetti distinti del sistema immunitario, quindi la suscettibilità al Covid-19."

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Il Covid deve vedersela con la caffeina

MILANO – Nello studio “Dietary Behaviors and Incident Covid-19 in the UK Biobank” pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients, è emerso come bere il caffè possa aiutare, insieme ad altri alimenti inseriti nella propria dieta come le verdure, riduca del 10% la possibilità di contrarre il Coronavirus. La ricerca è stata condotta dal team dell’Università di Northwestern dell’Illinois negli Stati Uniti durante l’anno passato. I dati sono stati racolto in Gran Bretagna e ha coinvolto ben 40mila partecipanti.

I risultati dell’esperimento hanno inoltre evidenziato come chi beveva quotidianamente più di un caffè al giorno, abbia sofferto di una forma più lieve del virus. Avviene il contrario nel caso in cui l’alimentazione preveda una massiccia presenza di carne lavorata.

Covid: il caffè può incidere sul minor rischio di contagio

In Gran Bretagna dunque, in seguito a dei test, si è scoperto che il consumo abituale di una o più tazze di caffè al giorno può esser associato a una diminuzione di circa il 10 per cento del rischio di Covid-19 rispetto a chi ne assume meno di una tazza al giorno.

Il caffè non è solo una fonte importante di caffeina, ma contiene anche dozzine di altre sostanze che possono esser implicate nello sviluppo dell’immunità. Il caffè in molti casi è il maggior responsabile nell’assunzione totale di polifenoli, in particolare di acidi fenolici.

Caffè, caffeina e polifenoli hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie

Il consumo di caffè si correla favorevolmente con i biomarcatori infiammatori come Crp, interleuchina-6 e fattore di necrosi tumorale α, che sono anche i fattori che determinano la maggiore o minore gravità e poi la mortalità del Covid-19.

Inoltre, il consumo di caffè è stato messo in relazione al minor rischio di sviluppare la polmonite negli anziani. Nel loro insieme, l’effetto immuno-protettivo del caffè contro il Covid-19 è plausibile e quindi merita ulteriori indagini.

I punti di forza di questo studio consistono nella possibilità di accesso alla più grande coorte stabilita anni prima dell’arrivo della pandemia, composto da dati dettagliati su salute, stile di vita, nutrizione e follow-up in corso.

Sebbene molte ricerche sul Covid-19 abbiano sfruttato questo database del Regno Unito, questa ricerca è stata la prima ad usufruirne per stimare l’esposizione al Covid-19 dei partecipanti. I dati Covid-19 di UKB sono coerenti con i dati del governo pubblico, il che aggiunge credibilità ai risultati ottenuti.

Le conclusioni del team di ricerca: “I nostri risultati supportano l’ipotesi che i fattori nutrizionali possano influenzare aspetti distinti del sistema immunitario, quindi la suscettibilità al Covid-19.

Incoraggiare l’adesione a determinati comportamenti nutrizionali (ad esempio, aumentare l’assunzione di verdure e ridurre l’assunzione di carne lavorata) può essere uno strumento aggiuntivo alle linee guida già esistenti sulla protezione da Covid-19 per limitare la diffusione di questo virus.”

Lo studio completo, lo potete consultare in inglese a questo link.