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Così Starbucks reinventa il terzo luogo, tra marketing e digitalizzazione

Starbucks terzo luogo Il ceo di Starbucks Kevin Johnson serve i caffè a dei militari americani durante l'assemblea degli azionisti che si è svolta il 20 marzo al WaMu Theatre di Seattle (credits: Lindsey Wasson)
Il ceo di Starbucks Kevin Johnson serve i caffè a dei militari americani durante l'assemblea degli azionisti, che si è svolta il 20 marzo al WaMu Theatre di Seattle (credits: Lindsey Wasson)

MILANO – Reinventare costantemente la Starbucks Experience e il concetto di terzo luogo per rinnovare anche in futuro il successo del marchio. Questo il messaggio più importante che emerge dalla 27^ assemblea annuale degli azionisti di Starbucks andata in scena mercoledì scorso al WaMu Theatre di Seattle. Il meeting arriva a consuntivo di un esercizio 2018 che ha dato nuovo slancio al colosso di Seattle.

I cambiamenti impressi dalla gestione di Kevin Johnson hanno prodotto una crescita a doppia cifra del fatturato, vicino ormai ai 25 miliardi di dollari; gli utili per azione adjusted sono cresciuti del 17% a 2,42 dollari.

Inevitabile dunque una componente autocelebrativa, peraltro normale in questo tipo di eventi.

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Al di là dei discorsi di circostanza è emerso tuttavia, dalle dichiarazioni dei principali responsabili, un intento chiaro: quello trasformare il concetto di “terzo luogo”, che tanta parte ha avuto nel successo Starbucks, alla luce dei cambiamenti in atto nel mercato e nella società contemporanea.

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