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In Svizzera si mangia meno ciocciolato, ma i consumi sono sempre al top

cioccolato depressione
Un nuovo studio rivela l'effetto antidepressivo del cioccolato

MILANO – Svizzera, per i golosi, è quasi sinonimo di cioccolato. Ma l’amore per il dolce alimento è in calo tra i nostri vicini elvetici. I motivi? Principalmente di ordine salutistico, sostengono gli esperti. I dati intanto parlano chiaro, le vendite sono in calo per il quinto anno consecutivo.

E il consumo pro capite è stato, nel 2018, di 10 chilogrammi: 200 grammi in meno, rispetto all’anno precedente.

A titolo di raffronto, ricordiamo che il consumo pro capite italiano è attorno ai 4 chilogrammi.

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Tornando alla Svizzera, la Federazione dei fabbricanti di cioccolato (Chocosuisse) osserva che i cambiamenti nelle abitudini di consumo portano a gustare il cioccolato in minori quantità, con prevalenza per quello nero, che provoca più rapidamente una sensazione di sazietà.

E mentre le vendite sono in calo nella Confederazione aumentano, in compenso, le esportazioni. Le vendite sono infatti cresciute del 10% nei paesi UE e del 2% in quelli extra UE.

Complessivamente, il fatturato del settore (che conta 4.666 impiegati e 17 aziende) è aumentato dell’1%, attestandosi a quota 1,75 milioni di franchi. Il consumatore svizzero, tallonato da quello tedesco, rimane comunque il più grande mangiatore di cioccolato al mondo. Ma gusti e abitudini cambiano andando incontro a nuovi stili di vita.