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COLOMBIA – Produzione degli ultimi 12 mesi a 12,2 milioni di sacchi

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Il simbolo della Federación nacional de cafeteros de Colombia

MILANO – Si conferma il trend di crescita della produzione colombiana. Secondo i più recenti dati diffusi dalla Federación Nacional de Cafeteros de Colombia, il primo produttore mondiale di arabica lavati ha raccolto, il mese scorso, 1.101.000 sacchi di caffè, con una variazione positiva del 4% rispetto a ottobre 2013. Tale dato porta il totale dall’inizio dell’anno solare a 9.939.000 sacchi, pari a un incremento del 15% rispetto ai primi 10 mesi del 2013.
Negli ultimi 12 mesi (novembre 2013-ottobre 2014), la produzione è stata di 12.167.000 sacchi, ben il 18% in più rispetto al pari periodo immediatamente precedente.
Forte anche l’incremento della produttività, che si attesta a 15,2 sacchi da 60 kg per ettaro. Si tratta del terzo miglior risultato degli ultimi 14 anni, superato soltanto dagli indici registrati nel 2007 (16,3 sacchi/ha) e nel 2006 (15,3 sacchi/ha).
“Il lavoro sin qui svolto per elevare la produttività è significativo – osserva il direttore generale della Federazione Luis Genaro Muñoz Ortega – c’è ancora spazio per migliorare, ma in termini di rese per ettaro superiamo sin d’ora buona parte dei paesi produttori di arabica lavati. A tale proposito va anche ricordato che, solo pochi anni fa, le anomalie climatiche avevano spinto gli indici di produttività media sotto gli 11 sacchi/ha: ora la situazione è decisamente diversa”.
Altrettanto positivo l’andamento dell’export, che ha raggiunto, negli ultimi 12 mesi, quota 10.931.000 sacchi, con un incremento del 20% sull’analogo periodo anteriore.
Tra gennaio e ottobre, gli imbarchi sono stati pari a 8.878.000 sacchi superando del 17% il volume registrato nei primi 10 mesi del 2013. Il mese scorso, infine, l’export colombiano è stato di 966.000 sacchi: il 10% più rispetto allo stesso mese di un anno fa.

JUAN VALDEZ INTERESSA IL BRASILE – L’esperienza colombiana continua a fare scuola. Le strategie di lotta alle avversità agricole, che hanno consentito di fronteggiare con successo la ruggine del caffè, sono attualmente oggetto di studio da parte di tutti gli altri paesi latino americani produttori di caffè lavati. Il Brasile è invece interessato ai risultati ottenuti dalla Colombia in materia di tutela della denominazione di origine.
L’argomento è stato al centro di un seminario internazionale organizzato, il 29 e 30 ottobre, a Belo Horizonte (capitale del Minas Gerais) dall’Organizzazione mondiale della Proprietà Intellettuale (Ompi) e dall’Istituto brasiliano della proprietà industriale (Inpi).
L’evento ha consentito di fare il punto su temi quali l’indicazione geografica, i marchi collettivi e la differenziazione di prodotto.
Fedecafé ha illustrato le sue strategie di promozione e tutela di origine, nonché le molteplici iniziative di posizionamento e comunicazione, che hanno consentito ai produttori colombiani di rafforzare costantemente la propria presenza sui mercati a elevato valore aggiunto.