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Coca-Cola risponde a Starbucks e Nestlé e compra le caffetterie Costa Coffee per 4,4 miliardi

costa coffee Coca-cola
Il colosso Coca Cola ha comprato per 4,4 miliardi di euro il numero 2 delle caffetterie mondiali Costa, una catena con base in Gran Bretagna fondata agli italiani fratelli Costa

MILANO – Nuovo colpo di scena nella battaglia per il controllo del mercato mondiale del caffè. A pochi giorni dal closing della mega operazione Starbucks-Nestlé, Coca-Cola risponde con un affare altrettanto clamoroso.

La multinazionale di Atlanta (Stati Uniti) ha infatti annunciato venerdì 31 agosto l’acquisizione della catena britannica Costa Coffee.

Valore dell’operazione: 3,8 miliardi di sterline (4,35 miliardi di euro). Ossia 16,4 volte l’ebitda atteso per l’intero 2018. Costa è pressoché sconosciuta in Italia, anche perché non opera nel nostro paese.

Eppure, a fondarla, nei primi anni settanta, furono proprio due italiani immigrati in Inghilterra: i fratelli Sergio e Bruno Costa.

Nel 1995, il passaggio al colosso del leisure Whitbread, che l’ha trasformata in un brand globale.

Al 31 maggio di quest’anno (dati forniti da Whitbread) Costa contava 2.467 locali in patria e 1.415 in 31 paesi del resto del mondo. A ciò vanno aggiunti oltre 8.200 distributori automatici Costa Express.

Costa Coffee è anche torrefattore

È bene ricordare che Costa tosta in proprio tutto il caffè servito nelle caffetterie e dal vending. Dispone a tale scopo di una torrefazione modernissima, situata a Basildon (Essex), che è stata inaugurata l’anno scorso ed è costata 38 milioni di sterline.

In virtù di questi numeri, Costa è la seconda catena specializzata al mondo, alle spalle della sola Starbucks.

L’operazione arriva inoltre a poca distanza di tempo da un altro importante affare concluso dallo storico rivale di Coca-Cola nel mercato mondiale delle bevande gassate.

Pepsi-Cola ha infatti annunciato, meno di due settimane fa, l’acquisizione dell’israeliana SodaStream, azienda che produce sistemi di produzione domestica di acqua gassata.

Un’ulteriore mossa che conferma la svolta salutista ed ecologica in atto sulla scena globale del beverage analcolico.

Una cessione preparata da tempo

Whitbread preparava da tempo il demerger e la cessione di Costa, pressata dai fondi di investimento entrati nel suo capitale.

L’affare è stato approvato dal board, che lo ha unanimemente riconosciuto “nel miglior interesse degli azionisti”.

Costa ha chiuso il suo più recente bilancio di esercizio lo scorso 31 marzo evidenziando ricavi per 1,292 miliardi di sterline, rispetto a 1,202 miliardi nell’anno precedente, mentre l’ebitda era pari a 238 milioni di sterline, contro 231 milioni dell’esercizio anteriore.

James Quincey, presidente e ceo di Coca Cola, ha dichiarato (video):

“Le bevande calde sono uno dei pochi segmenti del beverage nel quale non abbiamo un brand globale. Costa ci dà accesso a questo mercato, con una piattaforma del caffè veramente forte”.

Alison Brittain, ceo di Whitbread ha commentato:

“Questa operazione rappresenta una grande notizia poiché […] porta un incremento di valore nettamente superiore a quello che avremmo realizzato con il demerger di Costa. Prevediamo di restituire la parte più significativa dei proventi netti agli azionisti”.

“La vendita di Costa alla Coca-Cola costituisce un’altra pietra miliare nei 267 anni di storia di Whitbread, che ha comprato Costa nel 1995 per 19 milioni di sterline, quando contava appena 39 locali, ed è riuscita a farne la catena di caffetterie preferita dai britannici, nonché la più importante del Regno Unito” ha concluso Brittain.

L’accordo per la vendita dovrebbe essere finalizzato entro la prima metà del 2019.

Dietro questo accordo c’è una storia di amore per il caffè

Una storia imprenditoriale avventurosa come poche quela dei parmensi fratelli Costa. Poche cose in valigia e ancora meno soldi. Ma con loro avevano per fortuna il prezioso tamburo rotante per la torrefazione del caffè.

Dopo aver assaggiato il caffè di Londra e constatato quando fosse pessimo, i due fratelli avevano crearono una speciale miscela di caffè con sei parti arabica, una parte robusta. E iniziarono a venderla a qualche bar e ristorante della zona attorno a Westmister.

Poi nel 1978 avevano aperto il primo bar-ristorante. Ma nel 1985 Sergio aveva rilevato la quota del fratello e aveva avviato l’espansione a Londra arrivando ad avere 41 negozi.

Nel 1995 Sergio Costa ha venduto la catena a Whitbread, la maggiore catena alberghiera e di ristoranti in Gran Bretagna, per 23 milioni di sterline e si è trasferito a Montecarlo, dove vive tuttora.

Gennaro Pelliccia, la lingua da 10 milioni di sterline

Nella trasformazione di Costa da azienda familiare a colosso globale però c’è un elemento di continuità: Gennaro Pelliccia, attualmente «assaggiatore capo» e supremo esperto di caffè del gruppo, aveva iniziato il suo apprendistato di barista sotto Sergio Costa, il suo mentore. Ora Pelliccia è talmente importante che Whitbread ha assicurato la sua preziosa lingua per 10 milioni di sterline a Lloyd’s of London.