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Carmen Clemente, quarto posto Latte Art “e ora si vola al mondiale di Berlino”

Carmen Clemente specialista latte art
Carmen Clemente intervistata da Fabio Verona

RIMINI – Un quarto posto conquistato da Carmen Clemente e un primo per Manuela Fensore. Due vittorie portate a casa da Rimini a Milano, dove le due Latte Artist condividono un’attività di formazione di questa tecnica e la passione.

Clemente, prima volta a Sigep, quarto posto

“Un quarto posto per cui ho molto lavorato. Mi è ovviamente dispiaciuto purtroppo di aver gestito peggio la performance in finale rispetto all’esibizione in semi finale. Avrei voluto giocarmela meglio, ma sono comunque molto contenta. Nonostante le imprecisioni che mi hanno precluso il podio. Resta uno stimolo per riprovare meglio l’anno prossimo.”

In programma ora, il mondiale

“Seguirò a Berlino Manuela Fensore, così come ho fatto in Brasile. Abbiamo intenzione di perfezionare l’esperienza dell’anno scorso. Gestendo meglio la competizione. Senza quegli errori compiuti per inesperienza. Era il nostro primo mondiale e tutto era nuovo. L’importante è sempre andare avanti per eliminare gli errori.”

CARTE DOZIO
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La vostra preparazione per le competizioni?

“Manuela mi ha sostenuto aiutandomi a migliorare tutte le figure. La nostra è una competizione sana, fatta di scambi. Ovviamente lei è stata più forte in gara. Sapevo guardandola che avrebbe vinto su tutti noi competitor. Ha dato il massimo e si è visto, distanziando il secondo posto di 40 punti. Un abisso.”

Il fatto che ci fosse anche lei le ha dato sicurezza?

“Da questo punto di vista stavolta è stato diverso. Perchè di solito io assisto e sostengo solamente. In questo caso, solo durante il warm up, ho voluto limitare il tempo che avevo a disposizione per osservare la sua esibizione.

Mi sarebbe ovviamente piaciuto arrivare al secondo posto, ma per me è stato difficile gestire l’emozione. Comunque ci rivedremo alle selezioni per il prossimo anno. Stando vicino a Manuela per fortuna imparo tanto. Ci confrontiamo molto e ho modo di vederla tutti i giorni all’opera. E questo è già di per sè una grande occasione di apprendimento.”

La Latte Art è anche un’occasione lavorativa di formazione. E’ un aiuto o un limite?

“Noi facciamo solo corsi di Latte Art. Non è certo un limite. Facciamo semplicemente quello ci piace fare. La gente questo lo percepisce. Abbiamo sempre un atteggiamento umile e positivo. Per chi si vuole avvicinare a questo mondo, vogliamo far capire che bisogna avere uno spirito di condivisione. A tutti i ragazzi che seguono i nostri corsi e vogliono gareggiare, il primo nostro consiglio è quello di restare coi piedi per terra.”

La Latte Art è la svolta della loro vita

“Noi tentiamo attraverso questa tecnica di portare le persone nel mondo del caffè. Ci occupiamo ovviamente di Latte Art. Ma non mettiamo mai da parte il caffè. Infatti tante volte indirizziamo alcuni corsisti a Luigi Lupi. Facciamo riferimento anche a Verona con Cobelli. Insomma, ci interessiamo di inserire le persone all’interno del circuito.”

Scuola e preparazione: i tempi sono stretti

“Sì. Il tempo è davvero tiranno. Bisogna lavorare per vivere. Ci alleniamo quindi sempre dopo le ore di corsi. Manuela ha anche un figlio a cui badare. Che magari in un futuro sarà un campione.”

Per il mondiale cosa farà?

“Sono la campionessa italiana di lavatazze. Sono veloce e precisa. Questo ho fatto in Brasile, per ridurre il più possibile lo stress di Manuela. Quando lei stava in pedana, era come se ci fossi anch’io. Devo ringraziare il team composto da Luigi Lupi e Chiara Bergonzi, perché mi hanno permesso di seguire passo dopo passo la preparazione di Manuela. Questo ha fatto crescere anche me.”

E se non sarà una vittoria?

“Ci riproveremo. Io tifo sempre Fensore. Finché ci sarà lei, di un livello superiore, non credo che ci sarà spazio per qualcun altro.”