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Caffè Barbaro, parla Giovanni Iovin: “Il successo? Si ottiene con marketing, innovazione, qualità”

L'amministratore: "Il nostro impegno è volto alla produzione di micro lotti di una eccelsa varietà di caffè arabica, fin dal primo raccolto saremo in grado di realizzare specialty coffee a km zero creando così un caffè 100% made in italy."

caffè barbaro
L'amministratore unico

MILANO – Abbiamo intervistato Giovanni Iovin, amministratore Unico di Nutis Srl, per commentare e comprendere da dietro le quinte il successo della torrefazione Caffè Barbaro, che proprio nel 2020 ha segnato una crescita significativa nonostante il periodo critico: successo che non è passato inosservato al maggior quotidiano economico internazionale, il Financial Times.

Caffè Barbaro esiste dal 1956: come si è adattata per mantenere una crescita anche in questo periodo?

“Sostanzialmente abbiamo rispettato le regole base di qualsiasi tipo di business: 1) qualità 2) innovazione 3)marketing.”

In che modo tenete il passo di altri colossi del caffè napoletano, Kimbo e Caffè Borbone?

“In un mercato così ampio (nazionale ma anche mondiale) non necessariamente dobbiamo confrontarci con i colossi, ma se proprio dobbiamo esprimere alcune considerazioni diciamo che dalla loro hanno un fatturato molto importante, di conseguenza un budget da destinare per il marketing che neanche è paragonabile al nostro. (Ciò nonostante crediamo di essere innovativi in quanto abbiamo creato campagne che colpiscono direttamente il cliente finale con merchandising particolari molto graditi dai nostri consumatori). Per il resto rispettiamo tutti ma non temiamo paragoni, in modo particolare sulle innovazioni che stiamo facendo.

Il mondo del caffè è sempre in continuo fermento ( d’altronde è nel suo dna essendo un eccitante naturale) e noi italiani siamo sempre un passo in avanti rispetto ad altre nazioni, siamo degli apripista e da diversi decenni apportiamo innovazioni sul mercato dei mono-porzionati.

Nel nostro piccolo stiamo dando vita a nuovi e propri sistemi di erogazione del caffè (tutti brevettati) come la produzione di capsule compatibili della iperespresso illy o della capsula (intesa come contenitore del caffè) del sistema Dolce Gusto Nestlé che al suo interno possiede un nostro sistema di estrazione, inoltre in considerazione del grande mercato estero aggiungerei la cialda compatibile Nespresso Professional, la capsula k-Cup Keurig e per ultimo la capsula compatibile del sistema Nespresso Vertuo che farà tanto parlare.”

Siete entrati anche nella classifica delle aziende europee con maggior crescita del Financial Times: su cosa avete puntato per ottenere questo risultato?

“Così come ho detto in precedenza abbiamo puntato sulla qualità-innovazione ed il marketing ed una visione a lungo termine cercando di fare sistema a 360°.”

Con la pandemia avete spinto sulla vendita di quale prodotto e attraverso quale canale?
“Sicuramente grande soddisfazione l’abbiamo ricevuta sulla piattaforma Amazon (per onestà credo che nessun azienda può snobbare o non prendere in considerazione), per poi elencare una serie di azioni volte a creare innumerevoli Coffee-store Caffè Barbaro (negozi monomarca , ne contiamo circa 100 tra italia ed estero) ed il mercato estero che stiamo facendo crescere velocemente.

Mentre i prodotti che ci danno più soddisfazioni dove la crescita è stata inaspettata è di sicuro la capsula compatibile Dolce Gusto (ritengo che la capsula sia molto performante, la nostra ampia gamma vanta circa 30 prodotti tra: caffè, caffè aromatizzati, prodotti solubili e prodotti in foglia) anche questa capsula ha un sistema brevettato da noi.”

Quali sono le vostre strategie per cavalcare il trend della sostenibilità? Packaging, monoporzionato, contatti diretti con le piantagioni?

“In merito ai packaging insieme ad alcune università stiamo studiando materiali innovativi per poter sostituire la plastica , mentre un progetto già avviato è quello di creare centri di raccolta delle capsule vuote (premiando il cliente finale con sconti e particolari premi) e riciclare con un nostro impianto poi tutte le capsule raccolte.

Il capitolo piantagioni è un’altra sfida nella quale abbiamo già mosso i primi passi, grazie alla curiosità e alla versatilità del mio team di lavoro, di cui mi pregio della collaborazione di ottimi professionisti abbiamo prima fantasticato e poi avviato un progetto per la creazione di serre bio-dinamiche ubicate a pochi km dalla nostra azienda (sui Monti Lattari, che costituiscono l’ossatura della penisola sorrentina, luogo in cui abbiamo trovato delle ottime condizioni di suolo, clima ed un’ottima esposizione alla luce del sole), il nostro impegno è volto alla produzione di micro lotti di una eccelsa varietà di caffè arabica, fin dal primo raccolto saremo in grado di realizzare specialty coffee a km zero creando così un caffè 100% made in italy.”

Per continuare ad esser nei prossimi anni in costante crescita, quali sono i piani futuri per Caffè Barbaro?

“Mi piace citare le costanti che ci hanno accompagnato fino ad oggi: innovazione, marketing e qualità, ma ancora più marcati, di sicuro con la crescita del fatturato e con budgets superiori si potranno ottenere ancora risultati migliori.”

Non tutti i produttori di capsule compatibili sono anche torrefattori: che vantaggio si ha a fare tutto in casa?

“Sono persuaso che controllare tutti i parametri e le fasi della produzione per poi calibrare la giusta dose di caffè per ogni sistema che produciamo è di fondamentale importanza, in quanto affrontando diversi mercati esteri le nostre produzioni non sono mai uguali, queste ultime variano quotidianamente; in termini di tostatura, maturazione, macinatura, granulometria, etc., etc.

Non dimentichiamoci che il caffè è un prodotto della natura ed è soggetto a tante variabili che possono alterare o sublimare la sua resa in tazza, che sia un espresso, un brewing coffee o un caffè alla turca bisogna sempre dare la giusta attenzione, il caffè resta sempre il cuore della capsula ad esso dobbiamo riservare le maggiori attenzioni, il resto è solo mera meccanica.”

Nella progettazione delle vostre compatibili avete coinvolto anche l’Università. Ci racconta come è andata?

“Quando abbiamo sviluppato e brevettato la capsula compatibile illy iperespesso , abbiamo coinvolto nella progettazione la Facoltà di Agraria dell’ Università Federico II di Napoli diretta dal Professor Sarghini, il quale ci ha accompagnato e offerto un contributo fondamentale per la riuscita del ns progetto, grazie anche al laboratorio presente all’interno della stessa facoltà, vorrei sottolineare il fatto di aver trovato un laboratorio super tecnologico e specializzato nel mondo caffè, è stato bello scoprire una vera eccellenza campana.”