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Lo specialty coffee di Cafezal raccontato da Carlos Bitencourt

Carlos Eduardo Bitencourt
Carlos Eduardo Bitencourt

MILANO – Durante il confronto tra grandi nomi che hanno plasmato la percezione e il consumo del caffè nel mondo, come Starbucks e Costa Coffee, anche il fondatore di Cafezal a Milano, ha fatto la sua parte. Ecco il punto di vista di uno dei pionieri dello specialty in Italia, dal Brasile, Carlos Bitencourt. Per discutere più ampiamente del nuovo movimento che ormai sta coinvolgendo anche il Paese dell’espresso.

Cafezal, un esempio di specialty coffee shop

“Sono nato in Brasile e ho studiato lì. Ho basato la mia carriera su altro rispetto al caffè, lavorando come consulente. Ho scoperto il mondo dello specialty quando sono stato a Londra per un periodo di tempo, durante proprio l’inizio del movimento della Third Wave. Più avanti, ho dovuto lasciare il mio Paese per trasferirmi in Italia per lavoro.

Qua ho capito che c’era largo spazio d’azione, una grossa opportunità proprio nel settore degli specialty. Faccio una premessa: non sono un tipico esperto di caffè che ha un forte back ground sul prodotto. Sono sempre stato un appassionato e da 5 anni studio e imparo.”

IMA
JULIUS MEINL

La Third Wave

“Si focalizzava soprattutto sull’autenticità del terzo modo di consumare il caffè e il terzo posto dove gustarlo, tra lavoro e casa. Quindi le prime caffetterie specialty hanno fatto un gran lavoro nel mettere tutti questi aspetti assieme. Gli specialty coffee si sono fatti strada proprio attraverso questi due topic importanti.

Dall’altra parte, esiste un’industria ben più imponente che tutti noi conosciamo. Ma queste due realtà, una più di nicchia e l’altra più di massa, possono coesistere e coincidere assieme per lo stesso fine. L’arrivo di Starbucks in Italia ad esempio, come di nuovi brand nel Paese, apriranno la strada anche per le imprese più piccole. ”

Cafezal non è da solo

“Altri esempi di persone che hanno fatto un ottimo lavoro in questo campo, a Milano, esistono. Come Cofficina, Orso Nero e altri ancora. Crediamo insieme nel futuro dello specialty e che i consumatori sempre più nei prossimi anni si avvicineranno a questo modo di intendere il caffè.

Penso che Starbucks giocherà un ruolo fondamentale nella spinta verso lo specialty. Per far riflettere sulla bevanda in maniera diversa. Non è detto che cambieranno gusti, ma di sicuro metteranno in discussione la loro concezione di caffè. Questo, per tutti noi che lavoriamo in piccole realtà, sarà di grosso aiuto nel condividere la nostra passione. ”

Un anno particolare per Milano e lo specialty

“Ecco alcuni esempi che dimostrano che questo settore è in costante crescita. Parliamo di prodotti di qualità alta. L’essenziale in questo senso è comunicare ai consumatori, per mostrare bene le potenzialità di questo mercato. L’industria di specialty coffee è ancora di dimensioni ridotte, ma indubbiamente è destinato a crescere ancora.”

Il Brasile e Cafezal

“Il Brasile e l’Italia sono paesi del caffè, seppur sotto diversi aspetti. Quindi ho tentato di riunire queste due culture. In questo senso, ho pensato innanzitutto che l’Italia fosse rinomata per il caffè d’eccellenza. Nonché per il design e della moda. Mentre, al contrario, il Brasile è un paese fresco, naturale, con le piantagioni.

Quello che rende unico il caffè brasiliano è l’aroma molto dolce, equilibrato, dal corpo buono. Per cui da Cafezal abbiamo deciso di utilizzarlo molto nelle nostre proposte. E non solo perché siamo brasiliani, ma proprio in virtù della qualità del prodotto.”

Il Flagship Store a Milano

“Abbiamo cercato di riprodurre in una maniera “stylish” la piccola torrefazione italiana. Rivisitata, con un buon contrasto tra la tradizione e un tocco innovativo nel design. Dal primo giorno, ci siamo focalizzati sul branding. Dal packaging, che doveva comunicare già le caratteristiche organolettiche del caffè contenuto al suo interno.

Tostiamo, come tante caffetterie specialty. Questo fa parte della filosofia italiana dell’artigianalità. Abbiamo voluto replicare questa atmosfera. Abbiamo poi lavorato molto sui social media, la Stampa. Ci siamo concentrati sui grandi media, ma anche sulle riviste di settore.

E’ molto semplice esser d’accordo tra chi è già appassionato di specialty, ma è essenziale uscire fuori da questo ambiente e comunicare con chi ancora non si è avvicinato a tale mondo.”

Proporre qualcosa di diverso

“Crediamo che dietro il nostro lavoro ci sia la ricerca della qualità. E che l’Italia sia ricettiva a un discorso di consumo d’eccellenza. Penso che ci siano dei punti su cui insistere per avere successo in Italia.

L’eccellenza. Dall’operatore alla materia prima. Poi l’aspetto della sostenibilità, un tema molto affrontato negli ultimi tempi. Poi la comunicazione tramite i mass media. Il passaparola ancora è fondamentale per raggiungere il pubblico con i propri messaggi. Infine, le collaborazioni, che sono molto importanti nell’ottica di fare rete comune verso un unico obiettivo. Le persone che condividono la stessa visione devono sostenersi a vicenda, tra torrefattori, caffetterie e grandi brand. Per crescere in questo settore dalle tante possibilità, è indispensabile avere il supporto l’uno dell’altro.”