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Buona la fioritura degli arabica in Brasile, ma la pioggia non è abbastanza

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Il punto sui mercati del caffè

MILANO – Futures degli arabica in ripresa nella seduta di venerdì, sotto la spinta delle news provenienti dal Brasile. Nell’ultima seduta della settimana, il contratto per scadenza dicembre ha chiuso a 95,70 centesimi: +280 punti.

Si tratta del massimo guadagno giornaliero dall’inizio di un mese – quello di ottobre – segnato da un andamento prevalentemente ribassista, che aveva spinto il benchmark nella precedente seduta di giovedì 17 ottobre a 92,90 centesimi, minimo giornaliero dallo scorso mese di maggio.

A mettere i prezzi sotto pressione il buon andamento delle fioriture nella maggior parte del Brasile, che ha risollevato le aspettative per il prossimo raccolto.

La pioggia è infine arrivata, a cavallo tra settembre e ottobre, ma in molti casi non ne è caduta abbastanza, osserva l’istituto Cepea in un report diffuso la settimana scorsa. I volumi sarebbero stati adeguati soltanto nel Cerrado Mineiro e in Mogiana (San Paolo) rileva la stessa fonte.

E ciò potrebbe incidere su quantità e qualità del prossimo raccolto, se la situazione non migliorerà nelle prossime settimane.

Procede bene lo sviluppo del raccolto di robusta in Espírito Santo e Rondônia. In quest’ultimo stato sono previste ulteriori fioriture anche a novembre.

Cosa è successo dunque venerdì?

A mutare il sentiment hanno contributo notizie e aggiornamenti da varie fonti. In particolare, il grido d’allarme lanciato da Cooxupé, la massima cooperativa del Brasile.

Cooxupé si aspettava di ricevere quest’anno dai suoi associati un totale di 5,7 milioni di sacchi di caffè arabica. Sin qui ne sono arrivati soltanto 4,9 milioni.

“I fondi detengono ampie posizioni short a New York, ma nel mercato fisico non c’è più caffè e la domanda rimane forte” ha dichiarato il direttore commerciale della cooperativa Lucio Dias. “Non sappiamo dove il mondo troverà altro caffè nei prossimi mesi” ha aggiunto Dias avvertendo che le scorte si stanno assottigliando.

Timori non del tutto condivisi dal resto delle grandi realtà brasiliane. Altri operatori ritengono infatti che il flusso sia tuttora adeguato e che eventuali problemi emergeranno appena nel secondo trimestre 2020, prima dell’arrivo del nuovo raccolto.

Altri ancora escludono del tutto questo rischio e stimano l’attuale entità delle scorte ampiamente sufficiente a coprire le esigenze del mercato di qui alla metà del prossimo anno.

Robusta ai minimi dal 2010

Ancora più marcata la caduta dei robusta, che perdono il 7,2% da inizio ottobre. Chiusura venerdì a 1.216 dollari, in ripresa dai minimi storici di giovedì, quando il benchmark è sceso sotto la barriera dei 1.200 dollari terminando la giornata a 1.194 dollari. Per trovare livelli di prezzo paragonabili bisogna tornare a marzo 2010.

Il Brasile diventerà anche il massimo produttore di robusta?

Come già detto, le prospettive di raccolto brasiliano, per quanto riguarda il conillon, appaiono buone. Secondo Bloomberg, che cita l’analista di Rabobank Carlos Mera, il Brasile potrebbe diventare, in futuro, anche il primo produttore mondiale di robusta.

Mera menziona, a tale proposito, nuove varietà introdotte in Rondônia, in grado di fornire rese unitarie di 200 – 300 sacchi per ettaro, contro una media di circa 50 sacchi/ha in Vietnam, dove l’età media degli arbusti sta crescendo.