venerdì 21 Gennaio 2022

Dersut con il Lanificio Bottoli: i fondi di caffè nei capi d’alta moda

La tecnica è innovativa e il procedimento permette il riutilizzo dei fondi del caffè, un sottoprodotto che bar e ristoranti devono comunque smaltire. La collaborazione con il caffè Dersut, eccellenza veneta nel settore horeca, prevede il riciclo dei fondi del caffè ritirati da alcuni tra i suoi clienti (4mila in Italia e all’estero comprese un centinaio di caffetterie monomarca). E le prospettive sono anche più ampie: un ulteriore riciclo di fondi del caffè potrà essere alla base di un innovativo metodo di filtrazione e depurazione delle acque reflue

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TREVISO – Un’altra operazione all’insegna dell’economia circolare segnata dall’impegno della torrefazione Dersut -che già più volte si è mostrata in prima fila per avviare progetti sostenibili e che abbiano un impatto sociale – insieme allo storico lanificio Bottoli: queste due realtà si sono unite per trasformare i fondi di caffè con il tessuto per dar vita a delle creazioni di alta qualità. Leggiamo la notizia di Barbara Ganz su barbaraganz.blog.ilsole24ore.com.

Dersut tinge di caffè capi d’abbigliamento unici

Nasce nel segno dell’economia circolare e della sostenibilità una inedita collaborazione fra due imprese venete del tessile e dell’alimentare Protagonisti lo storico lanificio Bottoli, che dal 1861 produce tessuti di alta qualità a Vittorio Veneto, e Dersut di Conegliano, fondata nel dopoguerra (1949) dalla famiglia Caballini di Sassoferrato e oggi presente anche sui mercati di Emirati Arabi, Messico e Repubblica Dominicana.

Il progetto

Le prime immagini delle nuove produzioni mostrano le delicate tonalità ottenute con il caffè. Il Lanificio, leader nella produzione di tessuti per abbigliamento di alta gamma, è da anni in prima fila sul tema ecologico con la sua linea di tessuti naturali senza tinture chimiche e ora per la prossima stagione Primavera/Estate 2023 Bottoli investe ulteriormente nel tema sostenibilità e propone tessuti naturali realizzati con l’intreccio di fili di seta tinti con i fondi del caffè.

La tecnica è innovativa e il procedimento permette il riutilizzo dei fondi del caffè, un sottoprodotto che bar e ristoranti devono comunque smaltire. La collaborazione con il caffè Dersut, eccellenza veneta nel settore horeca, prevede il riciclo dei fondi del caffè ritirati da alcuni tra i suoi clienti (4mila in Italia e all’estero comprese un centinaio di caffetterie monomarca). E le prospettive sono anche più ampie: un ulteriore riciclo di fondi del caffè potrà essere alla base di un innovativo metodo di filtrazione e depurazione delle acque reflue.

I protagonisti: Dersut e Bottoli

Bottoli, alla quinta generazione, conta 35 addetti specializzati e da anni è leader nei tessuti fantasia per abbigliamento e coperte; oggi esporta in 21 nazioni. La sua caratteristica è la ricerca di tessuti innovativi e la valorizzazione dell’artigianalità, tanto che il lanificio, ormai rara espressione del ciclo completo di produzione (un caso rimasto unico fra Lombardia e Veneto) è amato dai grandi marchi della moda che ne hanno esposto il logo sulle loro creazioni. Nelle ultime stagioni il marchio è finito alla ribalta per le prestigiose collaborazioni avviate, fra l’altro, con la Maison Milanese Etro per le coperte in lana italiana, con Ballantyne che ha scelto i suoi tessuti tartan per il suo centenario, e con l’astro della moda Nipponica Junya Watanabe in co-branding con Levi’s per il suo marchio Comme des Garçons Man.

Dersut Caffè Spa è una storica torrefazione con sede a Conegliano (TV), fondata nel dopoguerra dalla famiglia Caballini di Sassoferrato; dal 1949, grazie alla passione per il caffè e allo spirito imprenditoriale dei titolari, persegue la ricerca della qualità non solo del prodotto, ma anche dell’intero processo produttivo e dell’organizzazione aziendale, ricercando, direttamente nelle zone di produzione, le migliori qualità di caffè, acquistando i raccolti giusti, assicurando tecnologia ed effettuando costanti controlli, che garantiscano il rispetto degli standard qualitativi prefissati per ogni fase produttiva.

L’azienda serve in esclusiva 4mila esercizi pubblici, distribuiti principalmente nel Triveneto, con una recente espansione in Piemonte ed una presenza, sempre più significativa, su alcuni importanti mercati europei e non solo, essendo di recente approdata anche nei mercati degli Emirati Arabi, del Messico e della Repubblica Dominicana.
Nel 2002 ha dato il via al progetto delle caffetterie a marchio e nel 2010 Dersut ha inaugurato il Museo del Caffè, unico nel suo genere, allestito in un ex bachificio, completamente ristrutturato sito nelle immediate vicinanze della sede aziendale.

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