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Borse del caffè erratiche, mentre si ridimensiona l’effetto del Coronavirus

mercato del caffè
L'andamento dei mercati nelle previsioni degli addetti ai lavori

MILANO – Il Coronavirus non contagia le borse del caffè, perlomeno sul fronte degli arabica. La borsa newyorchese ha archiviato la settimana trascorsa in ripresa bissando i massimi di metà mese. L’Ice Arabica ha chiuso venerdì 28 febbraio a 111,35 centesimi per libbra: esattamente lo stesso valore massimo registrato venerdì 14 febbraio. Il mese si conclude in ripresa di 645 punti (+6,15%) rispetto alla quotazione del 31 gennaio.

L’ultima settimana di febbraio ha riproposto un andamento erratico sul quale hanno inciso vari fattori, compresi quelli psicologici.

Il mercato di oltreoceano è andato pesantemente giù nella seduta di lunedì 24 febbraio, sul cui esito hanno pesato i segnali negativi provenienti dal mondo economico.

A cominciare dalle dichiarazioni della direttrice operativa del Fmi Kristalina Georgieva, che al G20 di Riad ha evocato scenari potenzialmente catastrofici per la crescita mondiale, nel caso in cui la crisi del Coronavirus dovesse aggravarsi.

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