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martedì 16 Luglio 2024
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Tutti gli appuntamenti internazionali di Bloom Coffee School, da Copenaghen al Ruanda

Alberto Polojac, direttore di Bloom Coffee School ha potuto registrare le ultime novità relative ai moduli SCA e al coffee value assessment per il controllo qualità, i maggiori trend e le direzioni del mercato

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MILANO – Si è tenuta dal 27 al 29 giugno la più importante manifestazione europea
dedicata al caffè che riunisce tutti i compartimenti della filiera dai produttori ai player e torrefattori specialty roaster del continente. Per questo, Bloom Coffee School ha deciso di presenziare come ospite di Cafec (azienda giapponese che produce filtri in carta per caffè), DiFluid (produttore cinese di macchinari dedicati al controllo dell’estrazione e della qualità) e di CQI (Coffee Quality Institute) in qualità di Country partner per l’Italia.

Alberto Polojac, direttore di Bloom Coffee School presente in fiera, ha potuto registrare le ultime novità relative ai moduli SCA e al coffee value assessment per il controllo qualità, i maggiori trend e le direzioni del mercato

“Il dato oggettivo è che lo specialty coffee sarà molto più mainstream in Italia, non più una nicchia e questo lo si evince anche dalle competizioni tecniche organizzate in fiera dove l’Italia è salita su più di qualche podio.”

L’appuntamento di Copenhagen ha rappresentato anche l’occasione di formalizzare il passaggio di consegne fra il vecchio ed il nuovo Chapter di SCA Italy (Specialty Coffee Association) di cui Polojac ha preso la guida.

Caffè Imperator (foto concessa)

“Sono onorato di poter assumere questo compito e lo faccio in un momento storico in cui in Italia c’è sempre maggior consapevolezza sia di consumo che di offerta relativa allo specialty coffee e spero di poter guidare l’associazione nei prossimi tre anni lavorando, con tutto il team, per sviluppare un mercato sempre più cosciente e maturo.”

Progetti di sviluppo in Ruanda

Imperator continua il suo impegno nei progetti di sviluppo sostenibile in Ruanda. Da oltre dieci anni è infatti presente sul territorio e dal 2021 collabora con la ICU, l’organizzazione universitaria nazionale che realizza progetti di valorizzazione della filiera del caffè in paesi in via di sviluppo per migliorare la qualità del caffè e le condizioni di lavoro.

Collaborazione che risale al 2014 e che ha visto sviluppare molte iniziative formative di prodotto (incluso le tecniche di fermentazione e metodi di lavorazione avanzati) e sessioni di formazione per i produttori locali.

In questi giorni in Ruanda viene ospitato il prestigioso riconoscimento dedicato
allo specialty coffee con l’obiettivo di garantire la massima qualità nel modo più sostenibile e tracciabile, in modo che sia i produttori che i consumatori possano arricchire la propria vita attraverso il caffè.

Fra i giurati internazionali del BOR oltre al Head Judge Sherri Johns, anche Alberto Polojac, a rappresentare Imperator per l’Italia

Il viaggio in Ruanda (foto concessa)

“Queste competizioni non mirano solo a identificare il produttore migliore in termini qualitativi ma garantiscono agli importatori di testare con mano aspetti altrettanto importanti per lo sviluppo ed il mercato del caffè quali le tecniche produttive, di
pulizia, le condizioni di lavoro e le opportunità che il prodotto di largo consumo può rappresentare nei paesi che si stanno sviluppando.” Conclude Polojac.

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