venerdì 19 Agosto 2022

Bere caffè può aiutare a ridurre il rischio di danno renale acuto

Il team di ricerca è giunto alla conclusione che vi era un rischio inferiore al 15% di problemi ai reni per gli individui che bevevano qualsiasi quantità della bevanda con caffeina rispetto a coloro che non lo assumevano.

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MILANO – Bere almeno una tazzina di caffè al giorno può ridurre del 15% il rischio di danno renale acuto: questi sono i risultati dello studio condotto dagli scienziati della John Hopkins Medicine. I ricercatori sostengono che l’impatto positivo del caffè può essere dovuto dalla combinazione dei composti biologicamente attivi con la caffeina (o dalla caffeina stessa) che migliora la perfusione e l’utilizzo di ossigeno all’interno dei reni. Leggiamo sotto l’articolo di Maria Girardi pubblicato sul quotidiano il Giornale.it.

Il caffè come alleato contro il rischio di danno renale acuto

MILANO – Secondo gli scienziati della Johns Hopkins Medicine consumare almeno una tazzina di caffè al giorno può ridurre del 15% il rischio di soffrire di danno renale acuto. Lo studio, condotto da Chirag Parlkh direttore della divisione di nefrologia e professore di medicina presso la Johns Hopkins University School of Medicine, è stato pubblicato sulla rivista Kidney International.

In passato si è scoperto che l’assunzione regolare di questa bevanda previene alcune malattie croniche e degenerative come il diabete di tipo 2, le patologie cardiovascolari e quelle epatiche.

Il danno renale acuto è una condizione caratterizzata dal declino della funzionalità dei reni nel giro di pochi giorni o di settimane, con conseguente accumulo nel sangue di prodotti azotati e riduzione della quantità di urina prodotta.

In questo modo viene meno la capacità dei reni di mantenere il corretto equilibrio nei liquidi del corpo. I sintomi variano a seconda della causa e includono: gonfiore intorno agli occhi, alle gambe e alle caviglie, affaticamento, nausea, vomito, dispnea, dolore toracico.

Nei casi più gravi possono insorgere le convulsioni e, successivamente, il coma. Il disturbo si osserva più spesso nei soggetti ospedalizzati la cui funzionalità renale è compromessa per via di complicazioni mediche e chirurgiche.

Utilizzando i dati dell’Atherosclerosis Risk in Communities Study (un’indagine in corso sulle patologie cardiovascolari in quattro comunità statunitensi), i ricercatori hanno valutato 14.207 adulti con un’età media di 54 anni.

I partecipanti sono stati intervistati sette volte in un periodo di 24 anni sul numero di tazzine di caffè consumate al giorno: zero, una, due, tre o più di tre. Durante l’analisi sono stati diagnosticati 1.694 casi di danno renale acuto.

Le proprietà della caffeina

Il team è giunto alla conclusione che, tenendo conto delle caratteristiche demografiche, dello stato socioeconomico, degli stili di vita e dei fattori dietetici, vi era un rischio inferiore al 15% di danno renale per gli individui che bevevano qualsiasi quantità di caffè rispetto a coloro che non lo assumevano.

Gli scienziati suppongono che l’impatto positivo del caffè sulla probabilità di sviluppare un danno renale acuto derivi dalla combinazione dei composti biologicamente attivi con la caffeina (o solo dalla caffeina stessa) che migliora la perfusione e l’utilizzo di ossigeno all’interno dei reni.

Secondo Parlkh e colleghi sono ora necessari ulteriori studi per definire i possibili meccanismi protettivi del consumo di caffè per i reni, in particolar modo a livello cellulare.

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