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Pianeta specialty: batch brewing e le frontiere del filtrato nel mercato globale

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La preparazione tradizionale del caffè filtrato

MILANO — Non solo espresso nel pianeta specialty. Il caffè filtrato conquista consensi crescenti anche in Italia, naturalmente in un contesto di alta gamma. Merito delle nuove ricette e preparazioni proposte da torrefattori e baristi.

Numerose le innovazioni proposte anche TriestEspresso, tra caffetteria e mixology. Come si evolve il brewing nei nuovi mercati? Alcuni esempi in questo articolo apparso sul notiziario di HostMilano.

Una delle caratteristiche che rende il caffè così particolare sono i vari metodi con il quale viene estratto, di cui l’espresso è il più noto nei Paesi mediterranei, ma certamente non l’unico.

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Quali sono dunque le ultime frontiere del caffè filtrato?

Uno sguardo sul settore ci viene da Twinky Au-Yeung di Loveramics, azienda basata ad Hong Kong.

Che vede nel batch brewing una delle tendenze del 2019. È un termine a quanto ci risulta intraducibile che designa la produzione di caffè filtro con l’utilizzo di macchine piuttosto che manualmente tramite V60s, Chemex, Clever Dripper o altro.

Con due vantaggi: la maggiore quantità prodotta con riduzione di costi e la qualità costante e più alta rispetto al passato.

“Con l’aumento dei costi di manodopera e l’incremento della domanda verso caffè monorigine di maggiore qualità, il batch brewing oggi è in grado di produrre un caffè migliore e sarà sempre più utilizzato – spiega Au-Yeung -. La tecnologia è andata molto avanti e le macchine sono estremamente efficienti, ma non dimentichiamoci che dovrebbero anche essere esteticamente piacevoli e aiutare la caffetteria a differenziarsi. Le macchine tendono a diversificarsi esteticamente per adattarsi a tutti i tipi di arredi”.

Complementarietà con l’espresso

La complementarietà con l’espresso sarà probabilmente il segno distintivo della caffetteria del futuro, in molti mercati.

“Il caffè filtro sta diventando sempre più popolare in tutto il mondo e questa cosa sarà ancora più evidente nel 2019 – dice Diana Nicola, export sales manager della rumena Hedone Coffee -, ma l’espresso a nostro parere è e rimarrà la stella. In ogni caso, la qualità aumenterà perché l’interesse dei consumatori verso il prodotto sta crescendo. E dopo la terza onda potrebbe arrivarne una quarta”.

Il che significa che il caffè, benché buonissimo e di ottima qualità e origine, non basterà più a differenziarsi.

Ma, aumentando la concorrenza, come in qualsiasi altra industria si dovrà pensare a quel quid in più che rende un esercizio, se non indispensabile, quanto meno riconoscibile dagli altri e in grado di sostenersi economicamente grazie alla sua offerta, di servizio e di prodotto, distintiva.