giovedì 08 Gennaio 2026

“Chiuso per rinnovo mentale”: il bar di Caserta che mette la salute psicologica al primo posto

All’Alois Cafè di Caserta compare un cartello insolito: niente ferie post-Natale, ma una pausa per il benessere mentale. Il titolare Antonio chiude il locale per rigenerarsi, conquistando l’approvazione (e un po’ di sana invidia) dei clienti rimasti orfani della tazzina

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Un cartello ironico e disarmante compare sulle porte dell’Alois Cafè di Caserta: “Chiuso x rinnovo mentale! Torno subito!”.

Niente ferie di rito, ma una scelta consapevole di benessere psicologico che racconta, con leggerezza e sincerità, il bisogno di staccare dalla routine. Una pausa che fa sorridere i clienti, ma che apre una riflessione seria su lavoro, stress e salute mentale. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicate su Il Mattino.

Chiuso X rinnovo mentale! Torno Subito!

CASERTA (NAPOLI) – «Chiuso X rinnovo mentale! Torno Subito! Io», la cartellonistica alle porte di negozi o esercizi pubblici si arricchisce di questo avviso che notifica l’originale motivazione della chiusura, dal 26 dicembre, il Natale appena trascorso.

Il titolare dell’Alois Cafè non “s’è dato malato” per un po’ di ferie post festività, ma “s’è dato alla salute mentale” al relax di cui doveva avere urgente necessità. Un Cafè piccolo-piccolo, in piazza Vanvitelli a Caserta al numero 28, accanto alla esplosione di colori dell’attiguo fioraio, la porta-vetrina è serrata, sospensione di aromi per quanti vi transitano, sospensione dell’assunzione della dose di primo mattino della “tazzina” e anche di quella “di richiamo”, come per le vaccinazioni, della mezza mattinata.

La motivazione è da applausi, un’autocertificazione di necessità di riposo, non quello fisico ma quello mentale, quel “farsi un po’ di testa” che significa stacco dalla routine quotidiana e andarsi a rigenerarsi altrove. Antonio che sarebbe l’Io della firma il “risciacquo” è andato a farselo in senso letterale, lontano e parecchio pure da Caserta.

Lo dice un cliente che leggeva il cartello e osservava: «Se n’è andato in Cile e poi in Paraguay, lo aveva detto e lo ha fatto. E ha fatto bene, beato lui!». L'”orfano” della tazzina ci traccia l’identikit di Antonio che è un esperto e appassionato subacqueo e un espertissimo di surfismo, un amante del mare e dell’aria libera.

Aggiunge: «Figurarsi la sofferenza giornaliera della gabbia alla caffeina pur mantenendo rapporti di cordialità con tutti». Sincera la motivazione della chiusura, dubbi sul “torno subito!”. Ci dice ancora il cliente: «Subito? Macchè, se non arriva febbraio chi lo vede il risanato Antonio?».

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