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Attenti ai ciechi, che vi fregano! Una sottile provocazione politicamente scorretta

Il palato dei non vedenti, anche se non allenato, e molto più sensibile di quello dei normovedenti. Da cui la capacità di identificare facilmente difetti ed errori di un caffè non preparato a regola d'arte.

di Fabio Verona

Ebbene sì, avete letto proprio bene, attenti ai ciechi ovvero i non vedenti, perché vi fregano.

Ma non come pensate voi nel senso che siano disonesti o che tentino di truffarvi, ma bensì al contrario, ovvero sovente si pensa che i non vedenti siano facili da ingannare, ed è proprio qua che vi sbagliate!

È da quando sono nato che grazie all’impegno di mio papà, presidente di un’associazione che si chiama “Circolo dell’amicizia tra ciechi e vedenti” sono spesso a contatto con persone non vedenti, anzi “ciechi” come giustamente mi fa notare l’amico cieco Ivano.

Lui mi ricorda sempre che si dice – l’amore è cieco – oppure – cieco come una talpa -, non l’amore è non vedente oppure non vedente come una talpa!

Quindi affrontando la cecità con realismo, insieme a Ivano ed Giulio Trombetta, Presidente della Costadoro caffè e caro amico di Ivano col il quale condivide la passione per la corsa, abbiamo realizzato per più volte degli incontri in azienda con dei ciechi.

Abbiamo fatto loro un piccolo corso sul caffè, sulla botanica sulle differenze che ci possono essere tra caffè lavati e caffè naturali e gli abbiamo fatto capire il processo di lavorazione, facendogli toccare con mano dal frutto intero fino alla spolpatura completa e alla pulizia del chicco di caffè.

Siamo poi passati alla torrefazione, con le sue sfumature e le differenze tra i vari gradi di temperatura, arrivando a comprendere quello che può essere il processo produttivo in un’azienda “toccando” tutti i passaggi che vengono effettuati in produzione.

Dopodiché si è passati alla parte dell’assaggio di diverse miscele e singole origini, e qui la sorpresa!

Il loro palato, seppur non allenato, è molto più sensibile del nostro, ed hanno riconosciuto senza problemi le varie differenze semplicemente dopo una prima spiegazione verbale.

Dopo questi assaggi vi è stata la spiegazione e gli assaggi successivi sono stati beccati al primo colpo anche se abbastanza difficili in quanto le miscele erano pressoché simili.

Ma la parte più bella è stata quella dell’esecuzione degli espressi… infatti, al termine della sessione di assaggi, tutti quanti siamo andati insieme nell’aula di formazione con le macchine da caffè ed ho fatto sentire loro tutti i vari passaggi che dovrebbe fare un barista: sganciare il portafiltro, flussare l’acqua, sbattere il portafiltro per pulirlo fare uno o due scatti in funzione degli espressi richiesti e preparare un espresso in un tempo compreso fra i 20 ed i 30 secondi.

Poi sono passato alla montatura del latte per il cappuccino e anche qua una volta sola ho fatto sentire il rumore di una corretta montatura del latte.

Ed eccoci alla prova del 9!

Mi sono trasformato in barista medio, ed ho preparato quanto mi richiedevano in veste di clienti facendo volutamente errori e… me li hanno beccati tutti!

L’obiettivo era stato pienamente raggiunto: portarli alla scoperta di come si ottiene e di quale sapore ha un caffè di qualità!

Quindi, cari baristi, non provate a fare i furbi né con i vedenti ma tanto meno con i ciechi, perché vi fregano in quanto vi beccano subito !!

Buon espresso a tutti!

Fabio Verona