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Un appuntamento che ha messo al centro la responsabilità d’impresa, la sostenibilità e lo sviluppo inclusivo lungo l’intera filiera del caffè, valorizzando il ruolo dell’Italia come ponte tra tradizione e innovazione. Di seguito, trovate il suo articolo:
Sustainable Coffee: Responsible Business Conduct and Inclusive Development
di Andrej Godina
PARIGI – Venerdì 10 ottobre 2025, presso la sede dell’OCSE di Parigi, sono stato invitato in veste di relatore al convegno organizzato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi, guidata dall’Ambasciatore Luca Sabbatucci, in occasione della Giornata Internazionale del Caffè del 1° ottobre, con un focus particolare sulla condotta d’impresa responsabile e sullo sviluppo industriale e inclusivo.
Il convegno, realizzato con il supporto dell’OCSE e dell’Agenzia ICE, ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il futuro del settore: l’integrazione di pratiche responsabili e modelli di sviluppo inclusivo lungo tutta la filiera del caffè.
L’evento ha offerto spunti di riflessione e strumenti concreti per i torrefattori, chiamati a svolgere un ruolo attivo nella promozione di una filiera più equa e sostenibile.
Il caffè come veicolo di sviluppo e responsabilità globale
Nel suo intervento di apertura, l’Ambasciatore Luca Sabbatucci ha sottolineato come “il caffè sia molto più di un prodotto: è un settore complesso, emblematico delle sfide della globalizzazione, ma anche un veicolo per lo sviluppo.
Gli strumenti sviluppati dall’OCSE sono particolarmente rilevanti per questo settore.” Parole che evidenziano l’impegno dell’Italia nel promuovere un approccio sistemico e condiviso per affrontare le sfide sociali e ambientali connesse alla filiera del caffè.
Cooperazione e standard globali per una filiera sostenibile
Tra gli argomenti di rilievo, Carmine Di Noia, Direttore della Direzione per gli Affari Finanziari e d’Impresa dell’OCSE, ha illustrato le linee guida dell’Organizzazione per le imprese multinazionali, spiegando come “applicando gli standard OCSE e lavorando insieme, possiamo garantire che il settore del caffè non solo offra valore economico, ma promuova anche i diritti umani, la salvaguardia ambientale e la crescita inclusiva.”
Queste parole sintetizzano la necessità di un’azione coordinata tra pubblico e privato per costruire una filiera resiliente e sostenibile.
A seguire, Annalisa Primi, Direttrice del Centro per lo Sviluppo dell’OCSE, ha posto l’accento sul ruolo chiave dei paesi produttori: “Senza i paesi in via di sviluppo non c’è industria del caffè. Dobbiamo concentrarci sui piccoli produttori, perché sono loro a fare la differenza, dobbiamo aiutarli ad organizzarsi in modo che possano far parte di una filiera di successo è fondamentale.”
Un richiamo forte all’importanza della cooperazione internazionale e del sostegno alle comunità locali come condizione per uno sviluppo realmente inclusivo.
Alessandra Pastorelli, in rappresentanza del Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha evidenziato come “il caffè rappresenti anche uno strumento di diplomazia della crescita: stiamo lavorando per promuovere il commercio italiano nel mondo, sostenendo le nostre aziende che si impegnano per la sostenibilità e per il benessere dei consumatori e dei fornitori.”
Infine, Laura Granara, dell’Ufficio di Parigi dell’Agenzia ICE, ha ricordato l’importanza del contributo italiano alla filiera globale: “Stiamo investendo molto nella produzione di caffè sostenibile. Il nostro obiettivo è creare un legame diretto tra i produttori locali e gli importatori italiani, per garantire una filiera più trasparente ed equa.”
L’eccellenza italiana tra tradizione, innovazione e sostenibilità
Nel mio intervento, dal titolo “The espresso cup: Bridging History and Modernity, Tradition and Innovation”, ho guidato i partecipanti in un viaggio alla scoperta della filiera italiana del caffè, partendo dalla sua storia fino ai trend contemporanei. Ho ricordato come l’invenzione dell’espresso in Italia abbia rivoluzionato il modo di consumare il caffè nel mondo, trasformandosi in un simbolo della modernità.
L’aneddoto di Howard Schultz, fondatore di Starbucks, che ispirato dall’esperienza italiana ha costruito una delle più grandi catene globali di caffetterie, rende immediatamente l’idea di quanto il nostro rito dell’espresso abbia influenzato il mondo intero.
L’Italia vanta oggi una delle filiere più complete e avanzate al mondo: dai porti di Trieste e Genova, dove il caffè verde viene stoccato e lavorato, ai produttori di impianti di torrefazione e linee di monoporzionato, fino ai macinacaffè e alle macchine espresso che equipaggiano bar in ogni parte del pianeta.
È anche la patria della formazione nel settore, con scuole e accademie che ogni giorno trasmettono cultura e competenze a nuove generazioni di baristi e torrefattori.
Ho inoltre presentato con orgoglio la “Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia”, un progetto unico che recensisce quasi 300 torrefazioni, dalle grandi aziende familiari alle micro-roastery Specialty.
La Guida rappresenta un censimento della ricchezza e della diversità della produzione italiana, e con adeguate risorse può diventare uno strumento straordinario di valorizzazione del caffè Made in Italy anche sui mercati internazionali.
La qualità del caffè, a mio avviso, è strettamente legata alla sostenibilità della filiera. L’impegno per la sostenibilità non è solo una questione etica, ma anche un fattore di successo per le imprese che vogliono distinguersi sul mercato.
I consumatori sono sempre più attenti all’origine, alle pratiche agricole e all’impatto sociale della produzione. Per i torrefattori, adottare pratiche responsabili e collaborare attivamente con tutti gli attori della filiera è la chiave per costruire un futuro prospero e sostenibile per l’intero settore.
Il caffè come motore di sviluppo sostenibile e inclusivo
Il convegno ha quindi ribadito come il caffè abbia un enorme potenziale come motore di sviluppo inclusivo: può migliorare le condizioni di vita delle comunità locali nei paesi di coltivazione, rafforzare la resilienza dei piccoli produttori e garantire redditi dignitosi, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.
In questo contesto, l’Italia gioca un ruolo importante, con una quota importante del caffè verde importato in Europa e un export in crescita. Le imprese italiane sono chiamate a essere leader nel settore, promuovendo soluzioni di packaging sostenibili e tecnologie innovative per la torrefazione.
Il lancio del “Global Public Private Fund on Coffee” al COP30 di Belém e il “Piano Mattei per l’Africa” testimoniano inoltre l’impegno del governo italiano a sostenere investimenti sostenibili nella filiera, con un’attenzione particolare all’empowerment di donne e giovani nelle regioni più vulnerabili.
Andrej Godina
Il programma
Caffè Sostenibile: Condotta d’Impresa Responsabile e Sviluppo Inclusivo
Venerdì 10 ottobre – 11:00
OCSE – Parigi
Programma
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11:00 – 11:07 Saluti di apertura – Amb. Luca Sabbatucci (Rappresentante Permanente d’Italia presso l’OCSE)
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11:07 – 11:14 “Integrare la condotta d’impresa responsabile nelle filiere del caffè: strumenti e indicazioni dell’OCSE” – Carmine Di Noia (Direttore DAF)
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11:14 – 11:21 Il caffè come motore di sviluppo nei paesi produttori – Annalisa Primi (Centro per lo Sviluppo OCSE)
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11:21 – 11:27 Video: La filiera italiana del caffè
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11:27 – 11:34 Il caso della promozione del caffè come strumento di “diplomazia della crescita”, pilastro della politica estera italiana – Alessandra Pastorelli (Ministero degli Affari Esteri)
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11:34 – 11:41 La prospettiva italiana sulla produzione sostenibile del caffè – Laura Granara (Agenzia ICE, Parigi)
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11:41 – 11:48 The espresso cup: Bridging History and Modernity, Tradition and Innovation – Andrej Godina (PhD Science, Technology and Economy in the Coffee Industry)
Degustazione di caffè
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11:50 – 12:30 Degustazione di caffè italiano offerta da De’Longhi

















