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MILANO – L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur apre una nuova fase per il mercato del caffè, con effetti potenzialmente rilevanti per la filiera italiana. Al centro del dibattito ci sono la progressiva eliminazione dei dazi sul caffè lavorato e il possibile ridisegno dei flussi produttivi e logistici in Europa.
La graduale eliminazione dei dazi
L’intesa tra UE e Mercosur prevede la graduale eliminazione dei dazi sul caffè trasformato proveniente dai Paesi sudamericani, in particolare Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il caffè torrefatto e solubile godranno infatti di una riduzione delle aliquote tariffarie, sino allo zero, in 4 anni. Sul solubile gravano al momento dazi al 9%; sul torrefatto al 7,5%.
Il caffè verde, già oggi, entra nel mercato europeo a dazio zero, mentre per il prodotto lavorato non sono previste quote quantitative o limiti una volta completata la fase transitoria.
L’approvazione dell’accordo da parte del Consiglio UE è avvenuta a gennaio 2026, mentre il voto finale del Parlamento europeo rappresenta un passaggio ancora aperto.
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