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FIRENZE – A Firenze il tema dei dehors torna al centro del confronto politico e cittadino alla vigilia dell’approvazione del nuovo regolamento comunale. La discussione, riportata dall’agenzia di stampa ANSA, riguarda direttamente anche il mondo dei caffè e dei locali, soprattutto nelle aree di maggior pregio storico. Il voto in Consiglio comunale è atteso per il 19 gennaio.
I fatti principali
Alcuni comitati cittadini attivi nel centro storico, tra cui Oltrarno Futuro e Manoiquandosidorme, hanno inviato un documento ai gruppi consiliari di Palazzo Vecchio con una serie di proposte e richieste di modifica al nuovo regolamento sui dehors.
Il punto di partenza è il dato complessivo delle superfici concedibili per l’occupazione di suolo pubblico: 12.600 metri quadrati. Secondo i comitati, si tratta di un’estensione molto ampia se rapportata alla dimensione dell’area Unesco del centro storico fiorentino, che copre circa cinque chilometri quadrati. Da qui la richiesta che le superfici non rinnovate, in tutto o in parte, non vengano riassegnate e siano sottratte dal totale massimo concedibile.
Un altro aspetto riguarda il rinnovo delle concessioni già esistenti. I promotori chiedono che, al momento della scadenza, anche le vecchie autorizzazioni siano sottoposte alle stesse regole previste per le nuove domande, senza deroghe. Nel documento si fa riferimento anche a un rafforzamento del sistema sanzionatorio, con multe più elevate per scoraggiare utilizzi irregolari del suolo pubblico.
Tra le proposte compare inoltre una revisione degli orari di utilizzo dei dehors, con la possibilità di estendere l’occupazione serale oltre le 22 e fino all’una di notte. Infine, viene avanzata la richiesta di limitare la durata massima delle concessioni a tre anni e di introdurre, nell’area Unesco, un divieto totale di nuove occupazioni di suolo pubblico per la ristorazione all’aperto in strade e piazze.
Il contesto: il ruolo dei dehors nel sistema dei caffè
Per il settore dei caffè e dei bar urbani, i dehors rappresentano una componente strutturale del modello di business. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’utilizzo dello spazio esterno è diventato essenziale per sostenere i volumi di servizio e intercettare flussi turistici e cittadini.
In città come Firenze, però, la presenza di un centro storico tutelato a livello internazionale impone limiti stringenti. L’equilibrio tra esigenze economiche e salvaguardia del contesto urbano è complesso, soprattutto dove il caffè non è solo esercizio commerciale ma parte integrante dell’identità cittadina.
I dehors contribuiscono alla vivibilità e all’attrattività delle piazze, ma possono generare criticità legate a rumore, affollamento, impatto visivo e riduzione dello spazio pubblico fruibile. Il nuovo regolamento comunale si inserisce in questo scenario, cercando di definire criteri più omogenei e sostenibili nel lungo periodo.
Implicazioni per il settore del caffè
Le proposte avanzate dai comitati sollevano questioni rilevanti per gli operatori del caffè. La riduzione progressiva delle superfici disponibili potrebbe incidere sulla capacità di servizio, in particolare per i locali che basano una parte consistente del fatturato sui posti a sedere all’aperto.
L’applicazione delle stesse regole a nuove e vecchie concessioni introduce un principio di uniformità, ma apre anche interrogativi sugli investimenti già effettuati da molte attività. Arredi, strutture e allestimenti dei dehors sono spesso il risultato di spese significative, pianificate su orizzonti temporali medio-lunghi.
D’altro canto, l’ipotesi di orari serali più estesi potrebbe rappresentare un’opportunità per i caffè orientati a un’offerta serale, purché accompagnata da regole chiare su rumori e gestione degli spazi. Le sanzioni più elevate, infine, indicano una linea di maggiore rigidità nei controlli, con l’obiettivo di ridurre abusi e occupazioni non conformi.
Che cosa aspettarsi
Il voto del Consiglio comunale del 19 gennaio sarà un passaggio decisivo. Se il regolamento dovesse accogliere, anche solo in parte, le richieste dei comitati, il settore dei caffè fiorentini potrebbe trovarsi di fronte a una fase di adattamento.
Nel medio periodo è plausibile attendersi una selezione più rigorosa delle concessioni, una maggiore attenzione al design e all’impatto visivo dei dehors e una pianificazione più prudente degli investimenti da parte degli operatori. Allo stesso tempo, il dibattito potrebbe favorire un modello di caffè più integrato con il contesto urbano, meno orientato alla quantità di spazio occupato e più alla qualità dell’esperienza offerta.
Per una città a forte vocazione turistica come Firenze, la sfida resta quella di mantenere vivo il tessuto economico dei caffè senza compromettere il valore culturale e sociale dello spazio pubblico.
Fonte: ansa.it



















