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Allo Yellowsquare di Roma la Latte art è gratis per gli ospiti dell’ostello

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Paola Caridi racconta dall'interno lo Yellowsquare di Roma e la sua Latte art

MILANO – Il legame tra il settore del caffè e quello dell’ospitalità è un tema molto sentito negli ultimi anni, così come dimostra la Fiera di HostMilano che, ogni due anni, riunisce all’interno dello stesso grande evento, le realtà di questi due mercati spesso tangenti. Ne abbiamo visto un esempio concreto nel Florence Dream Lab di Firenze, dove l’esperienza di ristoro è stata affiancata da quella formativa e di conoscenza dello specialty coffee. Un altro modello che va in questa direzione esiste a Roma: allo Yellowsquare, dove non ci si riposa e basta, ma si impara la Latte Art. Il racconto di questo ostello in cui tra le altre cose, è possibile decorare ad arte il proprio cappuccino, da Paola Caridi. Responsabile marketing e comunicazione.

Yellowsquare: dove sostare è un’esperienza

Ci può raccontare un po’ di questa avventura dello Yellowsquare? Com’è nato e com’è cambiato?

“E’ stato sempre un ostello un po’ particolare. Per definizione l’ostello è dedicato a persone giovani e a chi ha voglia di esplorare. Oppure a chi ha voglia di uscire adalla propria comfort zone. Lo Yellowsquare ha sempre cercato di creare delle occasioni per far incontrare le persone e creare delle relazioni tra i traveler meno canonici.

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Queste attività in origine, erano più che altro delle serate legate al bar che già quindi esistevano. Quando sono entrata in questo team, ho iniziato anche a capire un po’ gli altri interessi dei viaggiatori. C’è un concetto molto sbagliato dei giovani che viaggiano e ch evogliono solo ubriacarsi e girare per locali. Ci siamo accorti che non è così con le cooking class. Abbiamo iniziato con una mamma che voleva insegnare la sua passione assieme al figlio.

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La cucina dello Yellowsquare

Le lezioni di cucina hanno raccolto un pubblico che ci ha stupito: si è riempito completamente di giovani. Ci sono anche le coppie di 70 anni e creano un mix ben amalgamato. Da qui abbiamo capito che effettivamente le persone non sono solo attrate dalla serata alcolica.

La gente ha voglia proprio di assistere alla trasformazione della materia prima. Così è nata l’idea di far partire dei corsi manuali, come quelli della trasformazione delle shop di tela in piccole opere d’arte. Personalizzandole con un processo di colorazione. Oppure imparare la tecnica del mixaggio. E poi da circa 4 mesi abbiamo pensato di avviare le lezioni di Latte art gratuite. ”

Caffè e cappuccino: sono stati indicati dai vostri stessi clienti, hanno spiegato il perché?

“I nostri ospiti sono molto divertiti dal fatto che in Italia esistano tante ricette con il caffè, tra espresso, lungo, macchiato, cappuccino ecc. E’ una caratteristica talmente peculiare che, anche una volta che abbiamo esportato e trasformato l’espresso, all’estero è diventata quasi un tratto culturale riconosciuto. Ho chiesto quindi ai turisti: che cosa vi portereste dietro dall’Italia? E la risposta è stata spesso: una maglietta con i diversi modi di bere il caffè in Italia.

Alcune realizzazione dei corsisi dello Yellowsquare

Di lì abbiamo cominciato a indagare. E abbiamo capito che è un tratto distintivo per cui siamo riconosciuti ovunque nel mondo. ”

Latte Art: quest’anno l’italiana Manuela Fensore si è aggiudicata i mondiali. Voi come mai avete scelto di concentrarvi su questa tecnica per lo Yellowsquare?

Continua Paola Caridi. “Insegnare a preparare il cappuccino alla mattina ci sembrava riduttivo. Allora abbiamo messo un po’ di idee insieme: grazie alla ragazza che lavora con noi al bar abbiamo scoperto suo fratello Silvio Rascioni, il quale collabora con La Marzocco, e insegna proprio la Latte art.

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Silvio Rascioni durante uno dei corsi mattutini

E’ stato lui a farci entrare nel mondo del caffè in maniera professionale. Ci ha appassionato alla materia, raccontandocela. E quindi con lui abbiamo avviato la prima sessione alle nove del mattino. Da qui è nato un bel percorso che coinvolge e diverte. E, soprattutto di cultura: perché così le persone conoscono che dietro i disegni c’è tecnica.”

Avete iniziato con corsi gratuiti e ora? Le cose si sono evolute? Con che cadenza si svolgono? Avete un calendario?

Saranno sempre gratuiti. E’ chiaro che anche lo Yellowsquare, come qualsiasi attività, ha delle necessità di business: siamo un ostello e abbiamo tante iniziative a pagamento, a costi contenuti, come ad esempio i tour e le vintage class.

Volevamo però inserire la possibilità anche di frequentare dei corsi gratuiti. Ci sembrava brutto non garantire qualche attività accessibile a tutto. Il latte e il caffè hanno un costo più ridotto e quindi si prestavano meglio a un rientro delle spese. Le attività indoor sono tutte gratuite e forniamo noi utto il materiale.

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Un altro tentativo di Latte art

Se poi dovessimo decidere di proporre dei corsi professionali, allora potremmo riformulare la cosa. Per i nostri clienti continua ad essere gratuita. Se dovessimo affittare i nostri spazi a un professionista per svolgere i suoi corsi, allora il discorso sarà diverso.
La Latte Art si muove a seconda delle attività parallele di Silvio. Quindi di solito si svolgono il lunedì e il venerdì. ”

Chi partecipa e come hanno reagito?

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La passione per la Latte art è tra i giovani

“Soprattutto partecipano gli stranieri. Ma tutto il nostro personale si è incuriosito: tutti loro hanno voluto seguire le lezioni. E noi non l’abbiamo neppure pubblicizzata. Dovremmo cominciare a fare comunicazione online.

Un’altra cosa importante è che abbiamo riscontrato un buon impatto sui social. Abbiamo visto che gli utenti partecipavano con più interesse e curiosità ai corsi per la Latt Art che per il wine tasting. Una cosa che davvero non ci aspettavamo. “