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VIETNAM – Tifone Haiyan miete ancora morte e distruzione. Colpite anche le aree di produzione del caffè

MILANO – Dopo aver devastato estesi territori delle Filippine, la furia del tifone Haiyan semina morte e distruzione anche in Vietnam. Il bilancio provvisorio è di 34 morti, 11 dispersi e oltre 80mila sfollati, in conseguenza delle piogge torrenziali che da venerdì si sono abbattute nelle regioni centrali del paese causando alluvioni e smottamenti.

La provincia più colpita è quella di Quang Ngai, dove il livello delle acque ha superato i precedenti picchi storici del 1999.

Si contano almeno 9 morti e 4 dispersi. Militari e polizia cercano di portare aiuti umanitari alla popolazione.

Anche la zona di Quang Nam, confinante, ha subito danni considerevoli: oltre 16.600 persone non hanno un riparo per la notte.

Secondo il quotidiano ufficiale Thanh Nien, la situazione è ulteriormente peggiorata dopo che 15 centrali idroelettriche hanno aperto le paratoie per rilasciare l’acqua in eccesso nei bacini.

Nguyen Hoai Phuong, funzionario del governo incaricato degli aiuti nell’area, spiega: “Le alluvioni hanno colpito tutto.

Tra il 60 e l’80% della zona di Hoi An e altri due distretti sono sommersi. Ora le acque stanno recedendo, ma lentamente”. La zona che ha subito più vittime è quella di Binh Dinh, dove 12 persone sono morte e altre 2 sono scomparse.

Tra i siti colpiti, la città di Hoi An e l’ex capitale imperiale di Hue, entrambe nel registro del patrimonio mondiale dell’Unesco, dalle quali migliaia di turisti sono stati evacuati negli ultimi giorni.

Preoccupazione anche nelle aree di produzione del caffè degli altipiani centrali, dove il raccolto è in pieno corso.

Le piogge diluviali hanno interrotto le operazioni di raccolta e reso difficile l’essiccazione dei chicchi.

L’impraticabilità di alcune arterie ha interrotto i flussi commerciali verso i porti della costa.