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Via alla 19^ edizione di Cibus con oltre 3.100 aziende del made in Italy e tanto caffè

"questa edizione cade nell’Anno del Cibo, proclamato dal Governo Italiano. Registriamo 100 espositori in più rispetto all’edizione 2016, grazie all’apertura di un nuovo padiglione, che ha portato il totale delle superfici espositive a 135.000 mq” Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma

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PARMA – Si è aperta ieri (lunedì 7 maggio) a Parma la 19a edizione di Cibus, Salone Internazionale dell’alimentazione. Ben 3.100 le aziende alimentari espositrici, tutte italiane, che hanno presentato 1.300 nuovi prodotti pronti a essere lanciati sul mercato.

Nella nuova area del Cibus Innovation Corner sono stati esposti 100 prodotti tra i più innovativi. Si attendono 80.000 visitatori, di cui il 20% da Paesi esteri, e fra questi 2.500 top buyers.

“Cibus è sempre più protagonista nel panorama fieristico italiano.” Così ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma.

“Oltretutto, questa edizione cade nell’Anno del Cibo, proclamato dal Governo Italiano. Registriamo 100 espositori in più rispetto all’edizione 2016, grazie all’apertura di un nuovo padiglione, che ha portato il totale delle superfici espositive a 135.000 mq”.

Genome editing in primo piano

In primo piano nel convegno di Cibus, “World Food Research and Innovation Forum”, organizzato da Aster-Regione Emilia Romagna, le tecniche di miglioramento genetico, frutto delle più recenti scoperte scientifiche.

Il cosiddetto “genome editing”, è una tecnica di intervento di precisione fortemente basata sulla conoscenza dei meccanismi biologici e molecolari. Garantisce quantità, qualità e sostenibilità delle coltivazioni agricole.

Interesse per questa nuova tecnica, diversa da quella degli ogm, è stato espresso sia da Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare. Oltre che da Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti, entrambi relatori al Forum.

Italian Sounding vale 23 miliardi solo negli Usa

Scordamaglia ha presentato anche un approfondimento su contraffazione e Italian Sounding: “Non possiamo dirci soddisfatti delle azioni di contrasto a questo fenomeno della contraffazione, che oggi costa al nostro Paese circa 90 miliardi di euro.

Ossia il triplo del valore dell’export alimentare nazionale. Questo fenomeno preoccupa ancor di più se andrà ad inserirsi in un contesto di dazi. Questi infatti, potrebbero essere posti in essere dagli Usa. Un Paese che da solo vale 23 miliardi di euro di Italian Sounding”.

La discussione è stata poi arricchita dai contributi del Comando Carabinieri per la tutela agro alimentare. Oltre che dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri.

Made in Italy, made with Care

Nel pomeriggio della prima giornata si è tenuta anche l’Assemblea Generale di Federalimentare intitolata “Il Quinto Elemento. Made in Italy. Made with Care”. Aperto dall’indirizzo di saluto di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Boccia ha dichiarato: “I numeri di Cibus fanno ben sperare. Questo perché, la fiera è lo specchio di un Paese che è conosciuto nel mondo per le sue esportazioni alimentari. Secondo esportatore europeo nelle manifatture.

Quindi un segnale di salute delle imprese alimentari che producono e che generano occupazione. Le imprese alimentari stanno lavorando bene, vendendo prodotti e servizi nel mondo”.